giovedì 29 gennaio 2015

Nestlé vs World


NAZIONI É CORPORATE 





«Oramai si pensa che tutto ciò che è naturale è buono. È un grosso cambiamento. Perché poco tempo fa ci insegnavano che la natura è senza pietà. L’uomo oramai è capace di gestire gli equilibri naturali. Ma a dispetto di tutto questo, una dottrina si espande e installa l’idea che tutto quello che viene dalla natura è buono. I prodotti Bio, per esempio. Non ci sarebbe niente di meglio. I prodotti Bio non sono i migliori. Dopo quindici anni di consumo di alimenti geneticamente modificati nessuna malattia è apparsa fino ad ora. Ma in Europa ci preoccupiamo di quello che potrebbe accadere. Nuotiamo in piena ipocrisia». 
L’amministratore delegato della Nestlé Peter Brabeck. 
Questo é uno stralcio dell’ intervista storica di Brabeck, l’austriaco alla guida di uno dei gruppi alimentari tra i più potentine mondo, in rete la questione stata dibattuta ed ha avuto il giusto eco, ma la cosa che mi interessa analizzare è il raffronto tra una corporate e lo stato che la ospita e prenderò in esame una tra  la corporale più contestata di tutto il pianeta relazionando la sua potenza finanziaria con la Svizzera . Le Multinazionali nel modo sono 82.000 e impiegano circa 80.000.000 di lavoratori, rappresentano il 25% del PIL mondiale.



Dobbiamo sapere prima di tutto che le prime 200 corporate del mondo rappresentano ben il 23% del fatturato globale delle stesse,  

Questa tabella si riferisce al numero di dipendenti,fatturato e profitti, si evidenziano le variazioni percentuali in 17 anni di egemonia economica

I comparti occupati sono ben espressi nel grafico qui postato e, possiamo notare quanto sia grande la fetta occupata dalle corporale nel settore alimenti.

Un’altra tabella ci mette in evidenza i fatturati delle prime 200 multinazionali prese in analisi con dato aggiornati al 2013. Nestlè si trova al 69 posto il suo fatturato è prossimo ai 100mila miliardi. 



Fin qui abbiamo una visione sterile del fatturato di Nestlè ma, mettendo in relazione il fatturato globale del settore alimentare,essa detiene quote di mercato globale superiori al 40% , e confrontato con le altre big “concorrenti” si evidenzia come sia la corporale alimentare più potente del mondo!!
Mettiamo a confronto il PiL con la Svizzera con il fatturato di Nestlé per capire quanto sia influente nello stesso Stato in cui ne occupa la sede legale, nella tabella troviamo al 27esimo posto troviamo la Svizzera con circa 208.000 miliardi di fatturato “PIL” mentre, al 86esimo posto c’è Nestlé con 98.000 miliardi, il che vuol dire che poco meno della meta del PIL  di uno “staterello” come la Svizzera (ribadisco 27esimo nel mondo!) è stampato sui bilanci, letti nel consiglio di amministrazione dei “quasi” padroni del mondo.

e dovrebbero quindi pagare elvetiche tasse, vediamone un po' la propensione:

Beh se notate la Svizzera in cui ha sede la potentissima Corporate ha una propensione all’opacità finanziaria più alta dell’italia e maggior ragione un’alta percentuale di attrazione capitali esteri… sarà anche per quello che si è sganciata dal tasso fisso nei confronti dell’€? spiegato qui:  http://sopravviverenelxxisecolo.blogspot.it/2015/01/chf-vs-in-world.html

La Société des Produits Nestlé S.A., con sede a Vevey, produce e distribuisce una grandissima varietà di prodotti alimentari, dall’acqua minerale agli omogeneizzati, dai surgelati ai latticini., Fondata nel 1866 dal farmacista Henri Nestlé (che aveva sviluppato un alimento per i neonati che non potevano essere nutriti al seno a causa di particolari intolleranze).
Il suo slogan è «Good food, good life» (cibo buono, vita sana). Per Fortuna!!
Per consolidare la sua egemonia economica nel mondo, Nestlé ha collezionato infrazioni ed esportato povertà servendosi di fornitori atti alla schiavitù, facciamo un elenco veloce:
  1. Controlli eseguiti nel 1988 dalla International Baby Food Action Network riscontrarono infrazioni da parte della Nestlé. 
  2. Nel 2002, l’agenzia Oxfam rivelò che la Nestlé aveva fatto causa all’Etiopia per sei milioni di dollari. L’Etiopia, uno dei Paesi più poveri del mondo, si trovava in un periodo di carestia e undici milioni di persone erano in pericolo di vita. La Nestlé aveva chiesto un risarcimento per un’azienda del settore agricolo di sua proprietà, nazionalizzata nel 1975 dal regime marxista di Mengistu.  
  3. Responsabile nei Paesi del Terzo Mondo della morte di circa un milione e mezzo di bambini ogni anno, a causa di problematiche legate alla difficoltà di sterilizzazione dell’acqua e dei biberon utilizzati. 
  4. Nel 2005, la Nestlé Purina commercializzò tonnellate di cibo per animali contaminato       nel Venezuela. I marchi incriminati includevano Dog Chow, Cat Chow, Puppy Chow, Fiel, Friskies, Gatsy, K-Nina, Nutriperro, Perrarina e Pajarina. Morirono oltre quattrocento fra cani, gatti, uccelli e animali da allevamento.
  5. La Nestlé viene indicata come una delle compagnie (alimentari, cosmetiche o medicinali) che fanno uso di cellule HEK293 (una linea cellulare derivata da cellule embrionali renali umane), nella ricerca di nuovi esaltatori di sapore. 
  6. Nel 2005 l’ong International Labor Rights Fund, seguita da Global Exchange, denunciarono Nestlé e le aziende fornitrici di commodity, Archer Daniels Midland e Cargill per l’uso di manodopera ridotta in schiavitù, testimoniata da un caso di minori rapiti e portati illegalmente dal Mali alla Costa d’Avorio, e lì costretti a lavorare in piantagioni di cacao gratuitamente dalle dodici alle quattordici ore al giorno, con poco cibo e sonno, e frequenti percosse.L’Organizzazione internazionale del lavoro stima che 284.000 minori lavorino nelle coltivazioni di cacao nell’Africa Occidentale, soprattutto in Costa d’Avorio, dove Nestlé è la terza compratrice mondiale. L’esportazione di cacao, oltretutto, sarebbe stata la principale fonte finanziaria per le forze militari della guerra civile.
  7. Nel 2009, la Nestlé italiana è stata condannata, insieme alla Tetrapak, al pagamento dei danni, per l’inquinamento del latte Nidina con Itx, un tipo di inchiostro. 

La Nestlè si trova chiaramente in "bella" compagnia tant'è che nel web ci sono migliaia di denunce a Multinazionali per noti soprusi umanitari. Qui la Monsanto, tanto per citare altri criminali!! https://escogitur.wordpress.com/2013/03/06/☠-monsanto-la-fine-dellagricoltura-nel-mondo-☠-ogm-e-lestinzione-dei-semi-come-il-potere-criminale-mente/comment-page-2/


L’ordoliberale Presidente inquadra così la questione dell’acqua, essendo il più grosso detentore di acque minerali al mondo, dice: Una canzone folkloristica qui da noi faceva: “Le bestie hanno bisogno di acqua, trallallì trallallà”. Vi ricordate? L’acqua è sicuramente la materia prima più importante sulla Terra. La questione su cui riflettere è: bisogna o no privatizzare l’approvvigionamento dell’acqua? Su questa questione si scontrano due punti di vista. Il primo, che definirei estremo, è rappresentato dalle ONG, per l’e quali l’accesso all’acqua dovrebbe essere nazionalizzato (quindi pubblico). In altre parole, secondo loro, tutti gli esseri umani dovrebbero avere libero accesso all’acqua. L’altro dice che l’acqua è un prodotto alimentare. E come tutti i prodotti alimentari ha un valore di mercato. 
È preferibile, secondo me, dare sempre un valore a un prodotto
potete ascoltare integralmente nel video è stato realizzata per un documentario dal titolo “We Feed the World”.


Ecco i principali marchi di Nestlé 

Cereali
Cheerios (eccetto Usa) Chocapic
Chokella
Cini Minis

Cinnamon Grahams Clusters
Cookie Crisp Crunch

Fibre1
Fitness
Force Flakes Golden Grahams Golden Nuggets
Honey Nut Cheerios (eccetto Usa) Honey Stars
Koko Krunch
Nesquik

Nestlé Corn Flakes Oat Cheerios Shredded Wheat Shreddies
Trix
Caffè e altre bevande solubili
Bonka
Coffee-Mate International Roast Klim
Loumidis
Nescafé
Nespray
Nespresso
Orzoro
Ricoffy
Ricoré
Taster’s Choice Zoégas

Acqua
Aberfoyle
Acqua Panna Acqua Vera
Al Manhal Arrowhead Contrex
Deer Park
Hépar
Ice Mountain Levissima
Nałęczowianka Nestlé Aquarel Nestlé Pure Life Ozarka
Pejo
Perrier
Poland Spring Recoaro
Quézac
S. Pellegrino
San Bernardo Viladrau
Vittel
Zephyrhills

Altre bevande BBThè
Beltè
Nestea
Carnation
Caro
Chinò
Five5
Gingerino
Gloria
Libby’s
Milo
Nescau
Nestlé Omega Plus Nesquik
Sanbitter
Svelty

Prodotti freschi Buitoni
Chiquitin
Herta
La Laitière
La Lechera
LC1
Molico
Nestlé
Ski
Sveltesse
Svelty
Toll House
Yoco

Gelati
Antica gelateria del corso Oreo (Canada)
Camy
Dreyer’s
Frisco
Motta Gelati
Mövenpick
Nestlé
Peters
Push-Up
Savory
Schöller
Valiojäätelö (Finlandia)

Alimenti per neonati
Alfare
Beba
Cérélac
FM 85
Fruttolo
Good Start
Guigoz
Lactogen
Mio
Nan
NAN HA
NanSoy
Neslac
Nestlé
Nestogen
Nestum
Nido
Nidina
Ninho
PreNan

Alimenti per sportivi
Neston
Nesvita
PowerBar

Alimenti per la salute
Modulen
Nutren
Nutren Junior
Peptamen
Peptamen UTI
Nestlé Nutrition (alimenti per disfagici) Condimenti
Buitoni
Maggi
Thomy
Winiary

Cibi surgelati
Buitoni
Hot Pockets
Lean Cuisine
Maggi
Mare fresco
Stouffer’s
Cioccolato, dolci e biscotti
Aero
After Eight
Baby Ruth
Butterfinger
Cailler
Caramac
Coffee Crisp
Crunch
Damak (Turchia)
Fruit Joy
Kit Kat
Smarties
Perugina
Polo
Galak
La Lechera
Joe (Nestlé) (Romania)
Lion
Nestlé
Orion (Repubblica Ceca)
Quality Street Rolo
Toll House
Snack
Violet Crumble
Yorkie
The Willy Wonka Candy Company

Prodotti per la cucina
Davigel
Milkmaid
Minor’s
Moça
Santa Rica
Cibo per animali
Alpo Beneful Dog Chow Fancy Feast Felix Friskies Gourmet Mighty Dog Mon Petit ONE
Pro Plan Purina
Tidy Cats


Ci sono uomini seduti intorno alla tavola del mondo e controllano da soli più del 70 per cento dei piatti del pianeta. Sono i 10 signori dell’industria alimentare: 450 miliardi di dollari di fatturato annuo e 7.000 miliardi di capitalizzazione, l’equivalente della somma del PIL dei paesi più poveri della Terra. Non sempre sono nomi noti in Italia. 



Da un secolo la Coca Cola è il sinonimo della multinazionale ma solo gli addetti ai lavori conoscono la Mondelez. Un po’ più numerosi sono gli italiani che ricordano la Kraft, vecchio nome proprio della Mondelezo,o la stessa Nestlé. Quasi tutti invece hanno incontrato al supermercato marchi come Toblerone, Milka e Philadelphia. 
“I 500 marchi riconducibili ai dieci signori della tavola — spiega Roberto Barbieri, direttore generale di Oxfam Italia — sono spesso vissuti dai consumatori come aziende a sé stanti. In realtà fanno parte di multinazionali in grado di condizionare non solo le politiche alimentari dell’Occidente ma anche le politiche sociali dei paesi più poveri",
gli "shock economici" spianano la strada a questi mostri. Mettere a confronto Nestlé con i dati della Svizzera è stato utile a capire quanta potenza sprigionano queste Corporate.


Fonte: informarexresistere.fr 
Fonti: The Tax Justice Network, www.secrecyjurisdictions.com
Christian Chavagneux e Ronen Palan, Les Paradis fiscaux, Paris
La Découverte, 2006; Antoine Dulin (Piattaforma paradisi
fiscali e giudiziari). 


Fonte: il sole 24 ore 21 luglio 2013