domenica 8 febbraio 2015

PR€VISONI KAFKIAN€!?!

PRIVATIZZAZZIONI 
UND€RCONSTRUCTION !!









Al Ministero dell’€conomia, in questi primi giorni del 2015, presenti i vertici di Poste Italiane, in prima linea Francesco Caio, l’uomo scelto da Renzi all’epoca delle poltrone assegnate al suo insediamento, Vincenzo La Via, il Capo del Dipartimento del Tesoro, Fabrizio Pagani, il Capo della Segreteria Tecnica del Ministro e...(i soli noti, eccovi una lista degli Advisors in campo, durante le privatizzazioni selvagge: Privatizzazione INA Advisor: Schroders Global Cordinator: Goldman Sachs, ENI Advisor: Rothschild Global Cordinator:, IMISan Paolo To Advisor:SchrodersMorganStanley Global Cordinator:IBSPT,Banco diNapoli Advisor: Rothschild, Telecom: Advisor: Morgan StanleySeat: Cons. fin. Lehman Brothers,Banco di Roma Advisor: Rothschild, BNL Advisor: JP MorganAlitalia Advisor:Rotschild, Enel Advisor: DKB, Mediocredito Advisor: Jp MorganUnim Advisor: Schroders, Autostrade: Advisor IMI e Schroders, Finmeccanica: Advisor Goldman SachsAeroporti Roma Advisor: Leman Brothers)...gli advisor finanziari del Tesoro e della Società, si sono trovati per discutere sul processo di privatizzazione di Poste Italiane. Sono stati discussi gli obbiettivi e le misure necessarie per la quotazione della società ed è stato stabilito il target temporale di tutto ciò, entro il 2015.  Bene!!! Ci siamo continuiamo "l’avventura" ed entro il 2020 le Poste così come istituzione statale finora conosciuta, non esisteranno più. 
Secondo quanto precisa una nota del Mef, Francesco Caio ha evidenziato un piano di  sviluppo quinquennale già approvato dal consiglio di amministrazione. 
Si apprende dall’ANSA che nelle prossime settimane, si continuerà il lavoro preparatorio da parte degli advisor, anche assieme al consorzio dei global coordinator, in vista della definizione di tutte le misure necessarie.

Auguri a tutti!!!




Perché???


Una decina giorni fa, mi ritrovo, nella buca delle lettere, un avviso di Poste City... e che è sta Poste City? ...Boh!! Faccio fatica a capire, anche perché di  dati leggibili sulla notifica non se ne vedevano, a parte un indirizzo di riferimento di un fantomatico ufficio. Trovo googolando in rete il posto e con street view riconosco la via... Ora, prima di tutto era dall’altra parte della città e un insegna di cartone ne era la sua "immagine", si perché l’ufficio di questa nuova società privata ha preso in concessione parte dei servizi di Poste Italiane, e secondo, la presenza dell’addetto (nervoso, ostico e poco propenso al servizio) e il luogo (disordinato e accogliente quanto l’insegna) mi hanno fatto esclamare OH!! POVERA ITALIA...  (sulla vetrina c’e un cartello con scritto: “cercasi ragazzo scootermunito per consegna posta”...poi dicono che non si trova lavoro!!).
Quello che voglio far capire è che nonostante le Poste Italiane siano in effetti burocratiche e Kafkiane e spedire un pacco ti porta alla follia e causa discorsi assurdistici con gli impiegati, chiaro che una bella "riorganizzazione" ci vuole senz’altro, ma privatizzare un’istituzione come le nostre Poste, NO!!   
Ok!! Qualcuno potrebbe obbiettare che la privatizzazione è in buona sostanza la “riorganizzazione”(se vista dal Governo è risparmio di stipendi della spesapubblicaimproduttivabruttaecattiva e "incasso" quando vende!) ma, i primi risultati non son di certo confortanti. Continuo la ricerca sul web per capire quale Stato €uropeo abbia già fatto questo tipo di “riforma”  e quindi poter capire a che futuro possiamo aspirare... Mi imbatto in un blog olandese, L’Olanda ha privatizzato qualche anno fa e il risultato è stato: tutti gli uffici postali chiusi, i postini fissi licenziati ed alcuni riassunti a tempo determinato per meta'stipendio ( prendere o lasciare) per cui ora vedi tanti pensionati e studentelli portare la posta in giro, Ah si,  al Lunedi' non si riceve posta (così pagano il personale un giorno in meno) e per la stessa ragione hanno dimezzato il numero di buche delle lettere in giro (meno da svuotare). I servizi agli sportelli sono sostituiti da servizi completamente digitali. Sei anziano e non sai come fare? Arrangiati, chiedi a qualcuno, il progresso non si ferma per chi non sa usare un computer. Naturalamente i prezzi dei servizi rimasti sono aumentati e gli stipendi del “personale” (drasticamente ridotto) abbassati...
Quando, i partiti in Utalia si giocavano la partita della gestione della "Cosa Pubblica", ne beneficiavano un certo numero di cittadini che erano stati assunti nella Pubblica Amministrazione in una quantità superiore alle esigenze della stessa. Inoltre questi cittadini(considerati impropriamente "parassitari") svolgevano inconsapevolmente una funzione utile per i restanti cittadini che lavoravano nel settore privato. Alteravano a favore di questi il conflitto Capitale/ Lavoro. Inoltre i costi aggiuntivi per il lavoratori che "gonfiavano" le piante organiche del settore pubblico, venivano compensati da:risparmio sul costo del Servizio sul Debito Pubblico,  attraverso l'aumento del gettito fiscale, grazie all'aumento della base imponibile e il Pil del Paese cresceva.
Nell'era contemporanea del Partito unico, la gestione della "Cosa Pubblica" viene privatizzata, i costi aggiuntivi ricadono sull'intera società e i benefici dei profitti rimangono in poche mani. Risultato i costi per i servizi pubblici erogati dal settore privato aumentano fino a raddoppiare, le piante organiche vengono ridotte all'osso, le disfunzioni nei servizi aumentano, tutti gli acquisti dei beni strumentali non sono più soggetti a controllo preventivo, ed inoltre non assorbendo più manodopera contribuiscono ad abbassare il costo del lavoro del sistema Paese. Tutto questo non sarebbe possibile senza l'opera indefessa, assidua, instancabile, dell'intero sistema mediatico, che quotidianamente ci fornisce la nostra razione di odio nei confronti del sistema pubblico del nostro Paese (che strano... quello degli altri Paesi sono modelli di virtù)
Ora, chiaro quale sia il “progetto” o meglio l’agenda del Governo, dettata dal vincolo esterno che vieta la spesa pubblica e induce alla “privatizzazione” (in atto da anni aiutata anche dall’orwelliano mainstream massmediatico) e alla sistematica distruzione del reddito ma, questo si contrappone a quanto indicato chiaramente nella nostra Costituzione: “la tutela del lavoro implica che il livello retributivo debba essere equo” (Art. 36 Cost.) e che dunque, non sia posto in pericolo da una prevalente e diffusa instabilità del posto di lavoro e da un endemica disoccupazione, provocata da scelte politiche che portino a comprimere sistematicamente e deliberatamente i livelli retributivi (privatizzazioni in seno al libero mercato, jobs act e il suo demansionamento, delocalizzazioni mercantilistiche ecc.), 

giustificando ciò in base ad uno specifico modello monetario IMPOSTO 

dal VINCOLO  di un Trattato internazionale.

Auguri povera Italia...

Intanto a Palermo





Good luck

;-)