mercoledì 7 gennaio 2015

L'€UROPA E IL DEMOCRATICO WEB


L'€UROPA & W€B

Analizziamo quanto sta succedendo in Europa a proposito di Web Tax. Oggi le potenzialità della rete sono davvero infinite e infiniti sono i servizi nati in grembo alle nuove tecnologie, di questo se ne sono accorti anche i nostri "tecnocrati" nostrani. Boccia é il protagonista di queste nuove normative...
Come al solito le norme si elevano ad una giustizia fiscale che agli occhi dei più rende il progetto "giusto e fattible"...ma siamo sicuri che sia la scelta migliore?




Dobbiamo capire che non possiamo più consentire a una multinazionale di non avere un sede in un Paese solo perché non fabbrica beni fisici”, afferma. “Anche se vendono solo pubblicità o in Italia gestiscono solo i rapporti commerciali, i colossi d’Oltreoceano devono dichiarare al fisco italiano l’intero fatturato ottenuto nei nostri confini”. Boccia prende in considerazione anche la linea dura adottata dalla Francia, che ha bussato alla porta di Google France chiedendo una cifra compresa fra i 500 milioni e il miliardo di euro. Non è un problema né nuovo né mai sopito quello delle casse dei singoli stati. L’ultimo caso a (ri)balzare agli onori delle cronache è stato quello di Apple, che nel 2013 ha versato al Fisco italiano 8 milioni di euro a fronte di un fatturato di quasi 300 milioni. Boccia cita anche i “6 milioni di euro versati per le vendite di pubblicità online rispetto a introiti intorno al miliardo e mezzo di euro (cifra coerente con le stime Iab, nda), il 90% riconducibile a multinazionali straniere”. E mette nel calderone Google, che proprio un paio di settimane fa ha dovuto rendere conto al fisco statunitense dei 30 miliardi di dollari offshore. “Cosa accadrebbe se una società italiana si comportasse così?”, si chiede. In questo caso Mountain View ha spiegato di aver messo da parte il gruzzoletto per acquisizioni all’estero. All’Europa tutte le società sui cui è stata messa la lente di ingrandimento hanno sempre ribadito di agire secondo la legge in vigore, e così effettivamente è. 



Una riflessione sorge spontanea: ma se le Corporate "Amerigane" fanno CLICK!! e niente più Google News ecc. quali competitors Europei sostituirebbero questi servizi?? 

Ricordando che in Spagna: la legge È stata approvata alla Camera, ora tocca al Senato: potrebbe costringere aggregatori come Google News a pagare un compenso agli editori per l'uso dei loro contenuti. A pagarne maggiormente le conseguenze potrebbe essere Google News, il servizio online offerto da Google come aggregatore che indicizza le notizie principali dalle fonti giornalistiche disponibili in rete. La realtà è che vale anche per le società, che di solito evitano l'Inferno e cercano il Paradiso. Ma visto l'ateismo economico Marxista, il Paradiso non può e non deve esistere. Quindi viva l'Inferno e chi lo ha creato. E' triste, davvero triste, che questa liberticida e profondamente stupida nasca da un governo nominalmente Conservatore. Il partito della fu Lady di Ferro. Del fu Winston “Pittbull” Churchill. Il fu partito.Si dice che, se la legge passerà Google è pronta a chiudere la versione spagnola di Google News. E chiaramente non vuole creare un precedente in un paese Cliente. A causa del diritto inalienabile che non può eliminare i siti che richiedono il pagamento di altri servizi. E, comunque, chiudendo Google News sarebbe irrilevante ai suoi ricavi.VINCE GOOGLE!!https://medium.com/@JulioAlonso/the-story-of-spains-google-tax-5434d746df48 ....e in GranBretagna:5 Dicembre - Oggi per tutti i sinceri liberali del mondo è un giorno triste. George Osborne, cancelliere dello Scacchiere Inglese, ha annunciato che il Governo intende tassare il 25% dei profitti delle società multinazionali che operano in Inghilterra, ma che hanno la sede in altra nazione. E' un giorno triste perchè si cerca di abbattere uno dei più grandi presidi di libertà: quello della concorrenza fiscale. Noi non siamo alberi. Abbiamo i piedi. Ed il Buon Dio ce li ha dati per consentire di spostarci.E' invece incredibilmente divertente sentire Boccia ridere maniacalmente all'idea che la Storia gli stia dando ragione. Almeno così crede lui mentre continua, con occhi iniettati di sangue e bava alla bocca, a chiedere il sangue di chi è così stolto da produrre o vendere in questo paese. Nel suo deliquio arriva a sostenere che lui di tasse ne voleva pure meno, chiedendo “solo” di armonizzare l'iva. Era pure un ladro più discreto. Si puliva le scarpe prima di invadervi casa. Era gentile, servizievole. Perché, perché non gli avete fatto svaligiare la casa di Google?! Persino gli inglesi e gli spagnoli lo fanno! Ora, non è il caso di prendersela con lui. Perché la situazione è estremamente grave. Boccia è in maggioranza. Non intendo in quanto Pd, ma in quanto cittadino Italiano. Se l'Inghilterra e Spagna fanno un errore che probabilmente sconteranno, noi viviamo direttamente in un Inferno in cui il cittadino crede sia suo perfetto diritto spogliare all'osso l'imprenditore. Spolparne il cadavere, se necessario, è considerato accettabile. Tutto per pagare appetiti senza limite o fondo, interventi “sociali” che disincentivano la produzione ed incentivano la disoccupazione. Oggi il paese è di Boccia. Oggi il paese, Google o non Google, è alla rovina. Il nesso tra le due cose è netto per tutti. Per tutti meno che per Fassina. Il quale è impegnatissimo a cercare di stanare il Neo Liberismo insieme a Brunetta nel ruolo di Watson. fonte:Luca Rampazzo




l' auotorazzismo (e Report) aiuta?

22 dicembre 2014


Puntuale come il panettone, è arrivato un servizio televisivo su Amazon a proposito dell’elusione fiscale. La questione in realtà non riguarda neppure soltanto la società di ecommerce, ma tutte le web company abili a ridurre drasticamente la base imponibile attraverso una doppia società in Lussemburgo (Junker sa tutto). Un tema che scatenò nel corso del 2013 un dibattito nazionale che portò alla celeberrima webtax, poi accantonata prima del semestre europeo dal nuovo governo evitando una multa salata. La puntata di “Report” ha riportato in auge la proposta intervistando Francesco Boccia, il suo ideatore. Ma è davvero un capitolo ancora aperto? L’incompatibilità europea Il motivo dell’accantonamento della webtax non ha che vedere coi poteri forti (scusante di ogni sconfitta politica in Italia,ma col semplice fatto che per come era stata pensata sarebbe stato un suicidio. All’epoca Luca De Biase ne parlò come di norme che rendevano «più difficile puntare ad altre importanti finalità: alimentare la crescita, aumentare l’occupazione, facilitare l’innovazione», mentre per Riccardo Donadon, di H-Farm ventures, era «un clamoroso autogol». Roberto Liscia, presidente del Consorzio del Commercio elettronico (quindi anche delle tante aziende italiane del comparto), ha sempre ritenuto impossibile regolare la questione a livello italiano, perché «mettere regole come Paese crea difformità».Il contrasto col diritto comunitario, il cervellotico schema che non riusciva a contemperare la partita IVA italiana con lo scambio servizio-denaro all’estero, il calcolo poco preciso sul nuovo gettito e alla fine il tentativo neanche tanto mascherato di assoggettare le aziende digitali estere alle normative fiscali italiane (vietatissimo dalle norme EU) sono i veri motivi dell’accantonamento della webtax, al quale concorsero non a caso due parti politiche avverse come Renzi e cinquestelle, che su questo si trovarono d’accordo. Meglio non farsi tentare da ricostruzioni revisioniste per cui la webtax italiana diventa un’occasione persa, né dall’idea che all’estero stiano facendo leggi eccezionali sull’argomento. Soltanto Bruxelles può risolvere il problema, magari cancellando negli anni ogni forma di competizione eccessiva di attrazione d’impresa tra gli stati membri; sarebbe tuttavia una cessione di sovranità dura da immaginare per l’uomo che ha inventato il modello lussemburghese, Juncker, nel suo nuovo ruolo di presidente della Commissione Europea. I LuxLeaks rappresentano un fardello pesante, così come la nuova Partita Iva europea, la quale si propone proprio di far pagare l’Iva del prodotto online a seconda di dove viene consegnato e non dove viene registrata la vendita, ma così fatta non è certo una grande pensata.Forse varrebbe la pena che anche Report, nel 2015, osservasse i suoi effetti. 


fonte: Marco Viviani 

“Hanno un nuovo piano per censurare Internet, perché Internet è ancora libero. Vogliono controllare e usare il terrorismo per creare il motivo. Potrebbero anche inventarsi qualcosa di orribile per avere una scusa”.


E' calato il sipario sul servizio di link del motore di ricerca di Mountain View. Che reagisce così alla legge che fa pagare i diritti sulla pubblicazione degli articoli. Vano il tentativo degli editori di aprire un negoziato.

http://www.repubblica.it/tecnologia/2014/12/16/news/google_spegne_le_news_in_spagna-103023295/



SE ANDIAMO AVANTI COSÍ FANNO CLICK ANCHE QUI!! 


Fonte: byoblu