martedì 3 febbraio 2015

TRUFF€ €UROP€€ BANCARI€ NELLA STORIA


ANTICHI D€RIVATI FLOR€ALI


L’€uropa all’alba dell’anno 2015 si trova indiscutibilmente in un “cul de sac”, dal quale sembra che, con i Trattati sottoscritti, sia impossibile trovare una via d’uscita senza ulteriori danni all’economia. Per capire quanto ci sta succedendo, è utile dare uno sguardo attento alla “storia bancaria” dell’italica penisola e dell’Europa nei primi anni del 1600, anche se mi vengono in mente le parole di Antonio Gramsci: “la storia insegna ma non ha scolari”. Veniamo al punto e collochiamo il nefasto presente del fallimento della banca “europea” Monte dei paschi di Siena, nel suo reale contesto storico per capirne la dinamica del suo esponenziale  potere e responsabilizzare storicamente i veri artefici del “commercio del vento”.

Nei primi decenni del '600, grazie all’eccitazione mercantile dovuta alla scoperta dell’America e all’introduzione sui mercati europei di ingenti quantitativi di oro, argento e derrate alimentari, provenienti dal nuovo continente in via di espoliazione, gli europei crearono “la borsa valori e dei preziosi” di cui Amsterdam diventa il Centro propulsore.
Il Monte dei Paschi di Siena, la più solida banca europea, fondata nel 1472, diventa il più forte istituto finanziario dell’epoca, luogo di incontro della finanza vaticana e delle rendite finanziarie delle oligarchie aristocratiche europee.
Nel 1593, il Monte dei Paschi di Siena finanzia Johannes Van Bommel, un grande mercante dell’epoca. Il quale importa dalla Turchia i bulbi di tulipano, investendo nella loro coltivazione. Qualcosa di inspiegabile però accadde. Anche se da allora sono trascorsi più di 420 anni, seguita a rimanere un mistero della mente umana. I tulipani diventano ben presto una specie di feticcio della neo-nata classe borghese mercantile, dando vita a una gigantesca febbre collettiva che invade tutta l’Europa. Gli storici e gli antropologi inglesi hanno addirittura coniato il termine “tulipomania” parola che, da qualche anno, indica una specie di malattia dello spirito che porta gli individui a speculare in borsa su “qualcosa di evanescente, che non esiste”. Poco a poco, in tutto il continente si diffonde la mania dei tulipani che diventano ben presto un vero e proprio “social status”.
Dovunque, da Lisbona fino a Roma, da Glasgow fino alla lontana Varsavia, gli europei si gettano nell’investimento di azioni dei bulbi di tulipano e in tutto il continente si aprono agenzie di cambio locale, gestite in appalto dal Monte dei Paschi di Siena. Al mattino si apre la contrattazione ad Amsterdam e alle 15 partono a cavallo i corrieri con i risultati del giorno, attraversando tutta l’Europa per andare a negoziare i titoli nelle diverse capitali.
Ben presto l?europa comincia a diventare più piccola e le capitali entrano inn veloce contatto tra di loro, dando vita alle prime società di trasporto continentali. Nel 1605 la domanda di bulbo di tulipano raggiunge livelli vertiginosi di costo. Vengono attribuiti nomi curiosi e strani ai bulbi e le famiglie di possidenti investono ingenti quantità di denaro su questo fiore.
Nel 1623, un certo bulbo di tulipano, di un colore, magari raro, arriva a costare il corrispondente di oggi di circa 50/70 mila euro. Il record viene toccato dal “Semper Augustus” che viene contraccambiato nel 1630 per la cifra vertiginosa di 100.000 fiorini, pari a 250.000,00 euro odierni. In quell’anno, un certo Messer Cucinotti, ragioniere plenipotenziario di Monte dei Paschi di Siena nella sede di Amsterdam ha un’idea che seduce l’intera Europa: “la speculazione sui derivai (si trovano testi dell’epoca nella biblioteca pelagia di parte guelfa a Firenze) con il termine “ commercio del vento” o altrimenti detto “commercio finanziario delle nuvole”. Il Monte dei Paschi stampa dei contratti di assicurazione sul titolo dei bulbi e poi li assicura presso una loro filiale di Londra, la quale  ne rivende a prezzo maggiorato il potenziale profitto di lì a sei mesi. Chia acquista quel titolo, lo rivende ad un altro prezzo maggiorato e così via dicendo, per cui uno stesso titolo di possesso di un bulbo tocca il record nel 1632 di 186 proprietari della stessa azione a prezzi completamente diversi: la stessa azione vale 1 oppure 8 oppure 75 a seconda di quando è stata acquistata e da chi.
La banca senese dà prestiti per acquistare bulbi di tulipano e raccoglie in garanzia proprietà immobiliari e terre coltivate, creando una massa finanziaria speculativa che nel dicembre del 1635 raggiunge una cifra pari a 15 volte l’intera ricchezza reale europea.
Finché alla fine del 1636 alcuno aristocratici, bisognosi di denaro in contanti per finanziare spedizioni navali o costruirsi un castello cominciano a vendere e si arriva al 9 febbraio del 1637 quando l’ondata di vendite si abbatte sul mercato provocando la più gigantesca catastrofe finanziaria che sia mai stata registrata nella storia.
E il mercato dei tulipani crolla. Migliaia e migliaia di famiglie si trovano sul lastrico perché il Monte dei Paschi di Siena attraverso le guardie reali olandesi requisisce le loro proprietà immobiliari date in garanzia per titoli di bulbi di tulipani che sulla carta valgono milioni ma che in realtà si rivelano semplice carta straccia.
Nel solo mese di giugno del 1637, nella città di Amsterdam 15.000 persone sono travolte dal dissesto.
La città di Arnheim diventa un  enorme cimitero e così la città di Hannover, di Besancon, la lontanissima L’vov al confine tra la Polonia e l’Ucraina.
L’Europa è travolta dal crollo della finanza sui derivati. Le famiglie rovinate abbandonano le loro terre che rimangono incolte provocando penuria e carestia nella popolazione. Nasce così la immensa ricchezza patrimoniale del Monte deo Paschi di Siena +, che riesce a non fallire grazie all’intervento del Vaticano che accordatosi con il re d’Inghilterra dichiara “ diabolici “ i contratti stipulati dagli aristocratici di mezza Europa e confisca i beni dati in garanzia, identificati come “oggetti del diavolo”, di cui la banca diventa legittima proprietaria.
L’Europa finisce in miseria.
Nasce allora quella che con parole di oggi potremmo definire “la decrescita felice” e che gli storici chiamano “genesi di movimenti pauperistici europei”, un miriade di movimenti autonomi dei cittadini che si contrappongono all’idea della finanza, del concetto di investimento del danaro al consumo, agli status symbol, ed esaltano l’austerità identificando nella povertà una scelta. Il Monte dei Paschi di Siena chiude tutte le sue filiali in Europa e rientra in Italia con un guadagno complessivo netto in 30 anni corrispondente alla cifra di oggi di circa 100 miliardi di euro che viene suddiviso tra le grandi famiglie aristocratiche, delle signorie toscane e il Vaticano.


...che dire ....è vita vissuta ma, sembra la strada che ancora la finanza internazionale percorre, senza preoccuparsi minimamente delle conseguenze, anzi ora più legittimata di prima, tanto da impossessarsi di posti di potere assoluto nei governi degli Stati non uniti dell’area €... Stiamo già assistendo al un turbinio di eventi che si rispecchiano  nella  storia, essa stessa è ciclica ed insegna ma, proprio per questo la si strumentalizza.




;-)