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mercoledì 1 aprile 2015

Il mio viaggio nella neosocietà....

P€RCH€’ €’ SUCC€SSO??






Si racconta in famiglia, che dal nonno paterno, abile artigiano di calzature affermatosi negli anni subito dopo la seconda guerra mondiale, un giorno entrò un fraticiello che arrivava dalla lontana Puglia, questi commissionò un paio di zoccoli “speciali” per Padre Pio.
Questa “storia” è stata parte integrante del mio orgoglio nell’accogliere come missione il lavoro iniziato dal nonno, poi trasformato in una fiorente attività commerciale da mio padre.
Cosi fù , nel 1983 , che con solo nel dna un eredità commerciale che durava da due generazioni, incominciai a muovere i primi passi, per arrivare a dirigere l’azienda di famiglia con affianco mio fratello e mio padre. Per una trentina d’anni questo è stato il mio ruolo nella società, cootitolare di una media impresa privata con alla dipendenze, negli anni di maggiore espansione, di una decina di dipendenti.
L’orgoglio di proseguire nell’attività di famiglia e con l’ambizione di far parte di una filiera, del "made in Italy", la migliore nel mondo, mi spinse a concentrare i miei sforzi finanziari, nella distribuzione di calzature made in Italy , portando avanti concetti di artigianalità , qualità, tecnologia e maestranza. Le dinamiche dei prezzi, avendo come priorità l’ottima fattura, chiaramente, ci posizionavano in una fascia medio alta e, in un momento espansivo prima e con un motore ben oliato poi, il mercato interno, ricettivo, ci permise di espandere la clientela. In quegli anni, sino alla fine del 1990 circa, abbiamo “beneficiato” di politiche espansive del credito al consumo, le banche immettevano a prestito moneta e c’era una massa monetaria atta a sostenere il nostro mercato interno. Tutto questo per far capire con quanto orgoglio e passione distribuivamo i pregiati prodotti made in Italy, con un ritorno di utile... che poi ...veniva delapidato dallo Stato tramite chemio-tassazione‼️...
Fin qui tutto bene... anche se qualche avvisaglio di “crisi”, si era fatto sentire  durante lapermanenza dell’Italia nello SME , e che "poteva" ben insospettire gli operatori del settore, comunque  tramite la flessibilità ritrovata, il paese fece le sue correzioni, e dall’uscita forzosa dallo SME  fino ad arrivare al brillante capodanno €urista, l'economia del paese resse, e il volano produttivo commerciale continuò il suo moto ...(non perpetuo...purtroppo.)
L’€uforia €urista portò fatturati record nell’anno del battesimo monetario, ma la sensazione che qualcosa non funzionasse a dovere si era già fatta preoccupazione; il popolo, con una nuova moneta nel portafoglio, esaltato anche dal “fogno” €uropeo, felice degli “abbattimenti” doganali, supportato da dichiarazioni politiche di "grandi auspici per il paese" e garantito in sicurezza, era intrappolato nell’idea che potessero nascere gli Stati Uniti d’Europa e, fidandosi dei governanti continuava a crederci sempre di più ma, nel frattempo si indebitava per mantenere il suo status quo. Un conto è il sogno e un conto è l’incubo a cui siamo andati incontro❗️... Nell' anno 2007 scoppia la "bomba atomica finanziaria" della Lehman Brothers , l’onda d’urto arriva fino in Cina, l’occidente con una nuova moneta e trattati capestro si trova a dover combattere (senza armi, come da Trattati!) con uno dei fallimenti più grandi della storia, tanto da provocare nel nostro paese una stretta del credito inaudita❗️
Quindi, credito al consumo azzerato, imposizione fiscale chemio-terapica (in piú il "mio" settore  ha visto crescere “solo” l’iva in 20 anni del 250% circa), costi amministrativi, costi di consulenza, limitazioni bancarie e di liquidità ... Tutto aumentò e grazie al cambio fisso adottato con l’€ , i prodotti italiani con il nuovo “listino prezzi” cominciarono a costare troppo sia per l’esportazione che per il mercato interno. Il mio orgoglioso commercio delle maestranze made in Italy cominciava a scricchiolare e la fila interminabile di clienti passati nel mio ufficio, in lacrime perché non avevano più ne denaro, ne chi potesse finanziarli (le banche tramite ridicole analisi di bilancio di clienti con trentennale rapporto fiduciario, toglievano fidi e tagliavano finanziamenti), fece si che un esaurimento nervoso, per la disperata "stretta" cretidizia di tutta la filiera (banche e di riflesso dei fornitori),  mi portò alla decisione di deliberare da un Notaio la messa in liquidazione della nostra PMI di famiglia.
Qui finisce la mia esperienza imprenditoriale.... Ed è un lutto perdere una PMI con un know  how centenario con responsabilità sul futuro dei tuoi dipendenti e la preoccupazione di "reinventarsi" ...
Non mi do pace e devo capire, devo andare più a fondo, capire perché e come è successo.

Lavora lavora, predicavano i "popolitik"  degli anni 90, che con la cultura non si mangia...

Ho perso l’azienda di famiglia, il mio posto nella società, lavorando per quasi 30 anni a testa bassa per  13 ore al giorno...
Ora sono affamato di risposte e solo una cosa potrà sfamarmi; la cultura.

Ho chiaramente più tempo di prima e così comincio il mio percorso per arrivare alla "verità".  Mah!!...Alla fine è stato come prendere la pillola “giusta” di Matrix e vedere come stanno andando veramente le cose ...non mi piacerà!
Dopo aver “mangiato” libri di storia dell’economia, approfondito il neo-liberismo importato dagli USA, aver compreso la distinzione tra economia  ortodossa e eterodossa, studiato il pensiero Keynesiano e il suo acerrimo nemico Frederich Von Hayek , analizzato gli shock economici mondiali con l’illuminante libro di Thomas Piketty “il capitale nel xxi secolo”, fino ad arrivare alle pubblicazioni dei giorni nostri di Alberto Bagnai Prof. Di Economia autore di “Il tramonto dell’€ e "L’Italia può farcela" (qui il blog) e di Giuseppe Palma autore de “Il male assoluto”(qui il libro) trovato grazie ad una critica “bonaria” di Paolo Barnard (giornalista freelance autore de (qui il blog)“Il più grande crimine"), insomma le domande che mi ponevo erano: perché le banche hanno cominciato il "giochino perverso" del "rientro"? Perché stanno soffocando le PMI? Perché tutta questa de-industrializzazione indotta? Perché siamo costretti a subire questa incontrollata immigrazione? Perché non mi sento più rappresentato politicamente?  Ma... soprattutto perché non c’è più lo Stato? "...e nel mentre perdevo l'azienda sentivo consumarsi come una candela anche la democrazia..."Per arrivare ad urlare alla gente accecata che Democrazia ed economia sono inscindibili ...é scritto!!...".
Eh!! Si ...scellerati "poppolitik" al governo e tecnocrati "travestiti" da salvatori della patria, hanno dapprima approvato
il “divorzio” tra la Banca d’Italia e il Ministero del Tesoro, firmando Trattati,  infilandoci nella trappola dell’€ ,  hanno poi inserito in Costituzione il “pareggio di bilancio” (la Germaia NO!) , tutto questo in una cornice di globalizzazione mondiale che pare a questo punto non più  sostenibile anzi... piuttosto  tutto questo, ci fotterà il futuro. Una riflessione storica é doverosa, perché, il livello della discussione politica, avutasi in Italia prima dell'entrata del paese nello SME, (seppure "invano", ai fini decisionali), era infinitamente più elevata di quello attuale. 
Anche ammesso che la ancor più rigida "censura" (ideologico-terroristica) attuale sia superabile in sede parlamentare-istituzionale, oggi non ci sarebbe più nessuno in grado di svolgere una requisitoria di quel valore politico-scientifico (diceva Spaventa, allora: "si ritiene che l’edificazione del sistema monetario rappresenti il primo sussulto dell’idea europea dopo anni di letargo; l’occasione non può e non deve essere persa...Obiettare a questo argomento è pericoloso - si badi - perché si rischia di essere marchiati di antieuropeismo, si rischia di essere marchiati come nazionalisti, come retrogradi, perché esiste anche una sorta di terrorismo ideologico europeistico...(qui gli atti a testimonianza delle lotte parlamentari dell'epoca)
Si proprio di trappola (terroristica) si tratta e in più, "qualcuno" ha ben pensato di costruirla mentendoci.
Oggi sono considerato un “idiota” perché anti-europeista , quando provo a spiegare che cosa è veramente l’€ e come viene usato non mi ascoltano e prevale quella dottrina economica ortodossa che accieca il mio interlocutore e lo porta a credere a menzogne... 
Oggi   sono   sicuro   di   chi   siano   veramente   gli   idioti. 
Gli "idioti" sono quelli che credono che l'€ sia una moneta e non un mezzo politico, usato nel peggiore dei modi. Chiaro che tenersi l'€ RISOLVE I PROBLEMI DI SPERPERO di denaro pubblico, e già che ci siamo risolve anche la CORRUZIONE e da quando c'è l'€ è risolta la problematica dell'ELUSIONE ...senza dimenticare che le RIFORME non risolveranno questi problemi!! Solo la spesa dello stato si può ridurre con il "progetto in corso" se lo Stato privatizza, non ha più PA da mantenere, considerate però che la nostra Costituzione dice qualcosa di molto diverso rispetto quello che ci chiede l'€UROPA. Gli idioti sono quelli che si sentono colpevolizzati dal debito pubblico (partita doppia se da una parte c'è -1000 dall'altra c'è + 1000 ) cioè la spesa dello Stato è il reddito di qualcun altro, è scritto sulla costituzione, E NON HANNO CAPITO L'inganno del 1981. Gli idioti sono quelli che credono che l'inflazione dipenda dalla massa monetaria. Gli idioti sono quelli che credono che si farà un "€u federale "  ...(voglio proprio vedere se i tedeschi redistribuiscono il surplus accumulato, come una "Federazione imporrebbe"). Gli idioti sono quelli che non sanno che la BCE è una SpA e che le quote di maggioranza sono della GE. Gli idioti sono gli stessi auto-razzisti che non vedono negli italiani le capacità gestionali per tornare il 4° paese in €U e 7° nel mondo. Gli idioti stanno guardando striscia la notizia, report ecc ecc, compreso quello schifo di FB (the big brother) che serve tra l' atro  per guardare i c....i degli altri, spiando dal buco della serratura. E la Cina??? Che fa concorrenza ai paesi UEM ??  Povera Svizzera sovrana!! Come farà a restare nel Mondo così piccolina? Forse ha capito il Governatore della SNB che il cambio fisso è una TROIATA, infatti ha sganciato (aveva fatto un patto non un Trattato) ,per salvare la sua economia..."NON SI PUO ACCONTENTARE TUTTI  cari",   gli  esportatori  svizzeri si  INCAZZANO  ma  la  rivalutazione  aiuta  gli  importatori poi  il  mercato   si riequilibria  DEMOCRATICAMENTE (e qui lo spiego )
Scusate lo "sfogo" ma, questo indica due  questioni sostanziali , la prima,più attuale, cioè che la "gggentee" ha creduto solo a bugie dette da economisti ordodossi al soldo del Capitale, di tecnocrati al governo nominati e non eletti , politicanti pop inconsapevoli(?) "bugiardi" e il manistream massmediatico spinnato in atto, continua ad accecare il popolo inducendolo con un bilsinguaggio orwelliano a chiedere il disfacimento dello Stato(per abbassare le tasse) che già non c’è più!! Sono anni ormai che i tg nazionali ci prefigurano scenari economici confortanti  di  anno in  anno,  ma la  ripresa?      ...Non arriva...  e i fallimenti nel nostro paese  lo   testimoniano,   come  la  crescita    zero  e   i   consumi    al   ribasso  (deflazione) ,  ormai  già  da qualche anno.   La seconda   questione  è  storica,  il popolo  non  ne è consapevole.....e la   spiega   bene  l'autore  del  blog  Orizzonte48:
"Quando si rinunciò a Bretton Woods ( le teorie keynesane furono sepolte) e  poi, negli anni successivi, si manifestò la stagflazione da prezzi petroliferi (anni 70), si verificò la rivincita dei neo-classici (sconfitti nel post crisi del '29). 

Si affermò la liberalizzazione dei capitali per farli andare a caccia dei rendimenti più alti in giro per il mondo e non sottostare a interessi reali negativi in patria. In Europa, in concomitanza, per sottrarli, al tempo stesso, al rischio dei cambi....da un lato si incentivarono accordi di cambio fisso "di area" (lo SME) dall'altro, si stabilì la dottrina delle banche centrali indipendenti:, già teorizzata dal "monetarismo", e dai nuovi macroeconomisti classici, e "importata" dagli USA.
Questa da sola non significherebbe molto se simultaneamente non avesse implicato la rinuncia-divieto al finanziamento del deficit pubblico via emissione di liquidità.
Ciò fu reso istituzionalmente possibile dal riaffermarsi della "teoria quantitativa della moneta", che ipotizza la (totalmente indimostrata) relazione tra quantità di moneta circolante (e ipoteticamente "controllata" dalle BC) e livello dei prezzi. 
Lo Stato deve perciò evitare ogni sostegno al reddito e all'occupazione in modo da non ritardare o alterare questo aggiustamento basato sulla perfetta elasticità di salari e prezzi (verso il basso, of course). End of democracy, che si basa sul fatto che le Costituzioni impongono, dopo la IIWW, invece, il sostegno al reddito e al lavoro (mediante tutele che vanno dalla stabilità, al salario equo, alle pensioni e all'assistenza sanitaria). Ed anzi, il fiscal compact accelera il processo...nella assoluta assenza di tutela del lavoro e PROGRAMMANDO LA TOTALE IMPOSSIBILITA' DI RISPARMIO DELLA FAMIGLIE (che il pakt induce ad azzerare o a rendere negativo per tutti i paesi debitori UEM e per almeno 20 anni).

Per farla breve: qualunque pallida possibilità di recupero del benessere democratico=CRESCITA CHE NON PASSI PER UNA CRESCENTE E FORTISSIMA CONCENTRAZIONE DEI REDDITI E DELLA RICCHEZZA -in una crescita necessariamente debole, perchè quella più forte vivifica l'occupazione e, quindi, le istanze redistributive-, può solo passare per l'abolizione di questi meccanismi dei trattati.

Altre vie non ce ne sono. CHI (questi meccanismi) NON LI HA CAPITI, O COMUNQUE NON NE PARLA, SEMPLICEMENTE SI DISINTERESSA DELLA DEMOCRAZIA.Lo Stato NON è un'azienda, è una famiglia che "dovrebbe" seguire le linee guida della nostra Costituzione, quella che oggi conosciamo e dovremmo amare.

Il paese ha già il motore fuso!!... Gli industriali finanziati dai risparmi dei cittadini con la Cassa Depositi e Prestiti hanno delocalizzato... OK!!?? Questi ultimi sono stati finanziati e hanno socializzato i costi della cassa integrazione, la Sanità pubblica non essendo finanziata, non garantirà più servizi essenziali:


Fondazione Angelini 
avete letto sino a che punto siamo arrivati!!
mi sa che ve lo riporto così leggete meglio, cito testualmente quanto riportato: " Con l'invecchiamento della popolazione, il calo della natalità, l'introduzione di nuove e più sofisticate tecniche di screening e i progressi nella lotta ai tumori che trasformano in molti casi la malattia da mortale a cronica siamo DESTINATI ormai ad uno STOCK progressivamente più elevato di utenti del SERVIZIO SANITARIO che mette a SERIO RISCHIO le possibilità di MANTENERE le CONQUISTE e le qualità del WELFARE SANITARIO IN ITALIA. Diventa pertanto prioritario IDENTIFICARE i fattori più importanti che aumentino la qualità della salute favorendo la crescita dell'aspettativa di vita e di quella della piena salute. E' questo l'obiettivo del rapporto Angelini che presenterà i risultati di analisci ECONOMETRICHE SU UN CAMPIONE RAPPRESENTATIVO A LIVELLO EUROPEO concentrando la propria attenzione sull'effetto di stili di vita, istruzione, partecipazione sociale ed effetti paese legati all'efficacia dei sistemi sanitari nazionali su una vasta gamma di indicatori soggettivi e oggettivi di salute e funzionalità. I risultati presentati includeranno la quantificazione dell'impatto dei principali fattori su benessere soggettivo calcolato in termini MONETARI e sui RISPARMI per gli individui e per i sistemi sanitari nazionali e verranno discussi nella tavola rotonda da una panel di rappresentanti delle ISTITUZIONI".
Come dire non ce n'è più per nessuno⁉️ "

 ...e il Governo continua a fare la partita sporca, puntando il dito sui lavoratori ed ordendo un cuneo fiscale al contrario... avremo un futuro di DEMANSIONAMENTO epocale causa crisi e jobs act , http://sopravviverenelxxisecolo.blogspot.it/2015/01/ecco-cosa-non-cela-il-jobs-act-e-lart.html con conseguente abbassamenti di salari e dei prezzi, ricordiamoci che l'€ é una moneta che gli Stati dell’eurozona devono chiedere in prestito per finanziarsi (servizi,PA, sicurezza, scuola ecc)alle banche private e alle quali devono successivamente e concretamente restituire, gravata di interessi, andandola a scippare ai cittadini attraverso sistemi giacobini di accertamento fiscale (il grande fratello Orwelliano é già pronto❗️), così facendo andremo ad aggravare la deflazione in corso, provocando una spirale verso il basso che, altro non è che un salto nel BUIO.

Oggi la DEMOCRAZIA pende dalle labbra di un rappresentante di ESSI che con promesse (bugie), legate a tecnicismi  non   usuali   al   pubblico    meno    istruito,   di   espansione   monetaria   il  “ Quantitative  easing “,l'alleggerimento quantitativo, che altro non è che un boomerang (http://sopravviverenelxxisecolo.blogspot.it/2015/01/q-dello-zombi-draghi.html).

Oggi la DEMOCRAZIA è soffocata da un vincolo esterno che ci fa importare povertà, costringe i parlamenti  nazionali già desautorati ha praticare l’austerity e ha prelevare sempre più tasse ed indurre sempre più povertà. Cazzo bel sogno quello europeo, abbiamo fatto proprio progressi nell’integrazione dei popoli egemoni occidentali... Siamo sotto Shock economico indotto, sotto shock terroristico (indotto), perché così è più facile farci accettare nuove “regole”❗️
 Stanno attaccando la nostra Costituzione perché ultimo baluardo democratico in U€, ma, come possiamo definirci liberi in un mercato quasi completamente “privatizzato” e “oligopolista”? Le Corporate controllano, ormai, ogni aspetto della nostra vita e le regole ordo-liberiste imposte dal vincolo esterno faranno piegare la società su se stessa.
Non dobbiamo scordarci che se di oligolpolio si parla, la BCE (oligopolista monetaria) è l’indegna rappresentante di questa sciagurata  "costituzione economia €uropea".
In Italia ora...
"Le riforme costituzionali andranno avanti, a prescindere da qualsiasi neo-assetto determinato dalle fantasiose analisi dietrologiche sul "modo" in cui è stato eletto il neo Presidente Mattarella.
"Ma questo per l'inerzia inarrestabile di chi ormai non ha più la possibilità di tornare indietro sull'idea che esse significhino "fare presto" nel tagliare la spesa pubblica, cioè il welfare (...cioè il sostegno di ultima istanza alla domanda di chi non è ancora disoccupato, ma così lo diverrà presto).
Così come andranno avanti - e lo stiamo vedendo- le privatizzazioni(link libro bianco)che privano definitivamente l'Italia del controllo delle residue filiere strategiche indispensabili per provare almeno a rilanciare in modo strutturale (e non soltanto deflattivo competitivo) la nostra economia ormai quasi-coloniale.

La lotta alla corruzione andrà avanti, cioè si straparlerà di uomini-personaggio, indecisi a tutto e alquanto nel pallone di fronte ad una realtà (per loro) incontrollabile, che affrontano eroicamente, a mani nude, mafie-cricche e altri animali che andrebbero combattuti con tutto meno che con quello che si ostinano a proporre (e che neppure riescono a realizzare, per quanto vano). "
Nel percorso “culturale” che tanto mi affamava mi imbatto nell’autore delle parole qui sopra sottolineate, di un libro e poi nel suo già citato blog” Orizzonte48 “, il Presidente Luciano Barra Caracciolo ( http://orizzonte48.blogspot.it ) che mi apre gli occhi sull’incostituzionalità dei Trattati di Maastricht e Lisbona e di come ESSI si ergono a controllori di questa neo-società; Euro e (o) democrazia costituzionale è il titolo, un viaggio storico, giuridico e tecnico della convivenza impossibile tra la nostra Costituzione e i trattati europei.

Alla base di tutta la questione quindi, l’instabilità finanziaria U€, le €uroassimetrie commerciali, l’€urofanatismo anti-italiano, e i Trattati anticostituzionali Ordo-liberisti... Ora tutto ciò dovrebbe emergere ed essere di  consapevolezza delle masse, ma purtroppo NON è così!!
 Un’intera classe politica di governo si è impegnata a nascondere la verità sul “demenziale” assetto, contrario agli interessi economici e democratici di un intero paese anestetizzato.

Oggi sono contestato dalla "gggentee" perché non vedono nella moneta, collocata nell’area valutaria ottimale (AVO), il NON senso economico razionale... Questo lo si realizza solo se esiste un assoluta convergenza dei paesi membri. Al contrario, come già stà accadendo, sarà DANNOSA perché esigendo forti trasferimenti COMPENSATIVI, condurrà a forti tensioni interne nell’area stessa, fino a sollevare ostilità di una parte della comunità sociale coinvolta, verso l’altra.

Quello che provo a spiegare è che il gioco a cui ci costringe il vincolo esterno, cioe divenire esportatori per definizione, è un gioco a saldo zero, (che caratterizza proprio l’area AVO),  che va a deprimere la quota salari del paese coinvolto e quindi la sua domanda aggregata (PIL) e se tutti i 27 paesi membri devono esportare per far crescere la propria economia e il proprio surplus, chi importa?  Questo porterà a conflitti sociali e territoriali, perché in futuri scenari economici di “crisi”, non verranno più combattute, lasciando la correzione al sacrificio del solo fattore “lavoro” e che non ricada più sul capitale.

Il Professorone Bocconiano Monti, insegna: ...“un giorno ci saranno delle crisi...”

"E questi profeti del paradosso, allora avrebbero reclamato “mano libera”, “tecnocratica”,“indipendente” e “incontestabile” per RIDISEGNARE TEOLOGICAMENTE la SOCIETÁ €uropea".


Evidentemente però, come affermava Antonio Gramsci «la storia insegna ma non ha scolari», visto che quella descritta è la situazione italiana post adesione all'Euro, sembra che ci troviamo a metà degli anni 20', in pieno regime fascista: "il 18 agosto del 1926 allorquando in un discorso tenuto a Pesaro, Benito Mussolini, annunciò per la Lira una politica di rivalutazione nei confronti della Sterlina, la valuta mondiale di riferimento a quel tempo."... Interessantissima la lettura che inquadra "economicamente" il fascismo (che fu reazione) e, che molti, troppi purtroppo, "rimpiangono" non capendo di esserci, già dentro...











I am
and I love Europe, not €urop€


buona vita amici ;-)


domenica 1 marzo 2015

E anche lui conclude in "Sveglia!"


Nick Hanauer





is a rich guy, an unrepentant capitalist — and he has something to say to his fellow plutocrats: Wake up! Growing inequality is about to push our societies into conditions resembling pre-revolutionary France. Hear his argument about why a dramatic increase in minimum wage could grow the middle class, deliver economic prosperity ... and prevent a revolution.


"Probabilmente non mi conoscete, ma appartengo a quello 0,01 per cento di cui leggete o sentite parlare, e sono, sotto ogni ragionevole definizione, un plutocrate. Stasera vorrei parlare direttamente agli altri plutocrati come me, perché sento che è venuto il momento per noi tutti di fare una chiacchierata. Come molti plutocrati, anch'io sono un capitalista fiero di sé. Ho fondato, cofondato o finanziato più di 30 aziende in tutta una serie di settori. Sono stato il primo investitore non di famiglia in Amazon.com. Ho cofondato un'azienda di nome aQuantive, che abbiamo venduto a Microsoft per 6,4 miliardi di dollari. Insieme ad alcuni amici, possiedo una banca. Ve lo dico -- (Risate) -- incredibile, vero? Ve lo dico per mostrare che la mia vita è come quella di molti plutocrati. Ho una prospettiva ad ampio respiro sul capitalismo e sul business, e sono stato vergognosamente ricompensato per questo con una vita che molti di voi neanche potrebbero immaginare: diverse case, uno yacht, un aereo personale, ecc... Ma siamo onesti: non sono la persona più intelligente che abbiate conosciuto. Sicuramente non sono il lavoratore più tenace. Ero uno studente mediocre. Non sono un tecnico. Non so scrivere una riga di codice. A essere sinceri, il mio successo è il risultato della fortuna sfacciata che ho avuto a nascere nel posto giusto, nel momento giusto e nelle circostanze giuste. In un paio di cose, però, sono bravo davvero. Primo, ho una tolleranza al rischio insolitamente alta; e secondo, ho una buona percezione, una buona intuizione di quello che accadrà in futuro, e credo che quella intuizione del futuro sia l'essenza di una buona imprenditorialità. E oggi cosa vedo nel futuro, vi chiederete? Vedo i forconi, in mano a masse inferocite. Perché mentre i plutocrati come noi vivono al di là dei sogni di avarizia più sfrenati, l'altro 99 per cento dei nostri concittadini resta sempre più indietro. Nel 1980, l'un per cento degli Americani si spartiva circa l'otto per cento del reddito nazionale, mentre l'ultimo 50 per cento degli Americani si spartiva il 18 per cento. Oggi, trenta anni dopo, quell'uno per cento si spartisce il 20 per cento del reddito nazionale, mentre l'ultimo 50 per cento degli Americani si spartisce il 12 o 13. Se la tendenza continuerà, il primo 1% si spartirà più del 30 per cento del reddito nazionale da qui a 30 anni, mentre al 50 per cento più povero degli Americani resterà solo il sei per cento. E il problema non sono le disuguaglianze in sé. Un po' di disuguaglianza è necessaria a una democrazia capitalista ben funzionante. Solo che la diseguaglianza è oggi al suo picco storico, e peggiora giorno dopo giorno. Se la ricchezza, il potere e il reddito continuano a concentrarsi verso l'alto, la nostra società passerà da una democrazia capitalista a una società neo-feudale, dominata dalle rendite, come la Francia del 18° secolo. Ossia la Francia prima della rivoluzione, e delle sommosse con i forconi. Ho quindi un messaggio per i miei amici plutocrati e arcimiliardari, e per chiunque viva nella sua isola felice: svegliatevi. Svegliatevi! Non può durare. Se non facciamo qualcosa per correggere queste evidenti diseguaglianze sociali, i forconi arriveranno: nessuna società libera e aperta può sostenere queste crescenti diseguaglianze economiche. Non è mai successo. Non ci sono esempi. Portatemi una società troppo iniqua, e vi mostrerò uno stato di polizia, o un'insurrezione. I forconi arriveranno, se non sistemiamo le cose. Non è questione di se, ma di quando. E quando arriverà sarà terribile- per tutti, ma in particolare per i plutocrati come noi. So di sembrare una specie di liberale salvatore del mondo. Non è questo. Non ne faccio una questione morale, quando dico che la diseguaglianza è sbagliata. Dico che l'aumento della diseguaglianza economica è stupida e in definitiva controproducente. La crescita della diseguaglianza non aumenta solo il rischio dei forconi, ma è anche terribile per l'economia reale. Il modello per noi ricchi dovrebbe essere Henry Ford. Quando Ford introdusse i famosi cinque dollari al giorno, che erano il doppio del normale salario dell'epoca, non solo aumentò la produttività delle sue fabbriche, ma convertì poveri operai sfruttati in una florida classe media, che a quel punto poteva permettersi i prodotti che fabbricava. Ford intuì quello che oggi sappiamo essere vero, che un'economia è simile a un ecosistema, ed è caratterizzata dallo stesso tipo di feedback continui che troviamo in un ecosistema naturale, un continuo scambio di feedback tra clienti e industria. La crescita dei salari aumenta la domanda, che fa aumentare le assunzioni che a loro volta fanno aumentare i salari, la domanda e i profitti, e questo circolo virtuoso di crescente prosperità è proprio quello che manca alla ripresa economica di oggi. Ecco perché dobbiamo lasciarci alle spalle le politiche di "sgocciolamento" che dominano entrambi i partiti politici, e sposare quella che chiamo "economia middle-out". L'economia middle-out respinge l'idea neoclassica di un'economia efficiente, lineare, meccanica, tendente all'equilibrio e all'equità, e invece sposa l'idea del 21° secolo di un'economia complessa, adattiva, ecosistemica, che tende ad allontanarsi dall'equilibrio verso l'iniquità, che non è per niente efficiente, ma efficace se ben gestita. Il punto di vista del 21° secolo ci permette di vedere chiaramente che il capitalismo non funziona allocando in modo efficiente le risorse esistenti. Funziona creando in modo efficiente nuove soluzioni ai problemi dell'umanità. La forza del capitalismo sta nel modo evolutivo in cui ricerca le soluzioni. Premia chi risolve i problemi degli altri. La differenza tra una società povera e una società ricca, ovviamente, è il grado in cui quella società ha generato soluzioni sotto forma di prodotti per i suoi cittadini. La somma delle soluzioni che abbiamo nella società è veramente la nostra prosperità, e questo spiega perché aziende come Google, Amazon, Microsoft e Apple e gli imprenditori che hanno creato queste aziende hanno tanto contribuito alla prosperità della nostra nazione. La prospettiva del 21° secolo chiarisce anche che quello che consideriamo crescita economica si comprende meglio definendolo come il tasso a cui risolviamo i problemi. Ma quel tasso dipende completamente da quanti bravi solutori di problemi abbiamo a disposizione, nei vari ambiti, e quindi da quanti concittadini partecipano attivamente, sia come imprenditori che possono proporre soluzioni, che come clienti che le utilizzano. Ma questa massimizzazione della partecipazione non si verifica per caso. Non capita da sola. Richiede sforzi e investimenti, motivo per cui tutte le democrazie capitaliste di successo sono caratterizzate da ingenti investimenti nella classe media e nelle infrastrutture da cui dipendono. Noi plutocrati dobbiamo lasciarci alle spalle queste teorie dello "sgocciolamento", questa idea che meglio stiamo noi, meglio sarà per tutti. Non è vero. Come potrebbe esserlo? Guadagno 1000 volte più di un salario medio, ma non compro 1000 volte più roba, vero? Ho comprato due paia di questi pantaloni, quelli che il mio partner Mike chiama i pantaloni da manager. Avrei potuto comprarne 2000 paia, ma cosa ci farei? (Risate) Quanti tagli di capelli posso farmi fare? Quante volte posso andare fuori a cena? Non importa quanto ricco possa diventare qualche plutocrate, non potremo mai guidare da soli una grande economia nazionale. Solo una prospera classe media può farlo. "Non possiamo farci niente", potrebbero dire i miei amici plutocrati. "Henry Ford viveva in un'epoca diversa." Forse alcune cose non le possiamo fare; forse alcune altre sì, però. Il 19 giugno 2013, Bloomberg ha pubblicato un mio articolo, intitolato "Le ragioni capitaliste per un salario minimo da 15 dollari." La brava gente della redazione di Forbes, tra i miei più grandi ammiratori, l'ha chiamata "La proposta quasi folle di Nick Hanauer". Eppure, solo 350 giorni dopo la pubblicazione di quell'articolo, il sindaco di Seattle Ed Murray ha approvato una legge per l'aumento del salario minimo a Seattle a 15 dollari l'ora, più del doppio del salario federale prevalente di 7,25 dollari. Com'è successo, potrebbero chiedersi le persone ragionevoli. È successo perché un gruppo di noi ha ricordato al ceto medio che sono loro la fonte della crescita e della prosperità nelle economie capitaliste. Abbiamo ricordato loro che quando i lavoratori hanno più soldi, le aziende hanno più clienti, e han bisogno di più impiegati. Abbiamo ricordato loro che quando le aziende pagano ai lavoratori un salario decente, i contribuenti sono sollevati dal peso di finanziare aiuti sociali come i buoni pasto, l'assistenza medica e il sostegno agli affitti di cui questi lavoratori hanno bisogno. Abbiamo ricordato loro che i lavoratori a basso salario sono pessimi contribuenti, e che aumentando il salario minimo in tutti i settori, tutti settori ne traggono vantaggio pur continuando a competere. La classica reazione, naturalmente, è che aumentare il salario minimo distrugge posti di lavoro. Giusto? I vostri politici ripetono sempre la tiritera dello "sgocciolamento", dicendo cose come, "Se aumentate il costo del lavoro, sapete cosa succede? Otterrete meno posti di lavoro." Ne siete sicuri? Perché ci sono un po' di prove contrarie. Dal 1980, i salari degli amministratori delegati nel nostro paese sono passati da 30 a 500 volte il salario medio. Questo sì, che aumenta il costo del lavoro. Eppure, che io sappia, non ho mai visto un'azienda esternalizzare il lavoro dell'amministratore, automatizzarlo, portarlo in Cina. Anzi, sembra che impieghiamo più AD e dirigenti che mai. Lo stesso vale per le funzioni tecnologiche e i servizi finanziari, che guadagnano multipli del salario medio eppure ne impieghiamo sempre di più, quindi chiaramente si può aumentare il costo del lavoro e ottenerne di più. So che la maggior parte della gente ritiene il salario minimo di 15 dollari un esperimento economico folle e rischioso. Non siamo d'accordo. Crediamo che il salario minimo di 15 dollari a Seattle sià in realtà il proseguimento di una politica economica sensata. Permette alla nostra città di far mangiare la polvere alla vostra. Perché, vedete, lo stato di Washington ha già il salario minimo più alto di qualunque altro stato della nazione. Paghiamo tutti i lavoratori 9,32 dollari, ossia quasi il 30 per cento in più del minimo federale di 7,25 dollari, ma, cosa fondamentale, 427 per cento in più del minimo federale raggiunto di 2,13 dollari. Se lo sgocciolamento fosse vero, la disoccupazione, nello stato di Washington, sarebbe alle stelle. Seattle dovrebbe affondare nell'oceano. Invece, Seattle è la città col più alto tasso di crescita del paese. Lo stato di Washington genera impieghi per piccole imprese a un tasso più alto di qualunque altro grande stato della nazione. Il settore dei ristoranti a Seattle? Sta esplodendo. Perché? Perché la legge fondamentale del capitalismo è: se i lavoratori hanno più soldi, le aziende hanno più clienti e hanno più bisogno di lavoratori. Quando i ristoranti pagano i dipendenti abbastanza da permettere anche a loro di mangiare al ristorante, non è male per il settore della ristorazione. È un bene, benché alcuni gestori abbiano da ridire. È più complicato di quanto non stia raccontando? Certo che lo è. Sono molte le dinamiche in gioco. Ma per favore, possiamo smettere di ripetere che se i lavoratori a basso salario guadagnano un po' di più, la disoccupazione schizzerà e l'economia collasserà? Non ci sono prove. L'assunto più pericoloso delle teorie dello "sgocciolamento", non è affermare che se il ricco diventa più ricco, tutti staranno meglio. È l'affermazione, da parte di chi si oppone a qualunque aumento del salario minimo, che se i poveri si arricchiscono, sarà un male per l'economia. Ma quando mai. Quindi, per favore, possiamo risparmiarci questa retorica per cui sarebbero stati i ricchi come me e i miei amici plutocrati a costruire questo paese? Noi plutocrati sappiamo, anche se non ci piace ammetterlo in pubblico, che se fossimo nati altrove, non qui negli Stati Uniti, oggi potremmo benissimo essere dei signori nessuno, ridotti a vendere frutta, a piedi scalzi, sul ciglio di una strada sporca. Non che non ci siano bravi imprenditori in altri posti, anche nei luoghi più poveri. È solo che i clienti di quegli imprenditori non possono permettersi altro. Ecco allora l'idea per un nuovo tipo di economia, un nuovo tipo di politica che chiamo nuovo capitalismo. Riconosciamo pure che il capitalismo batte le alternative, ma anche che più persone includiamo, sia come imprenditori che come clienti, meglio funziona. Tentiamo in tutti i modi di ridurre la dimensione del governo, ma non tagliando i programmi per i poveri; piuttosto, assicurando che i lavoratori siano pagati abbastanza da non averne bisogno. Investiamo abbastanza nella classe media da rendere la nostra economia più equa e più inclusiva, e quando sarà più inclusiva sarà più competitiva, e quando sarà veramente più competitiva, sarà più in grado di generare quelle soluzioni ai problemi umani che sono il vero motore della crescita e della prosperità. Il capitalismo è la più grande tecnologia sociale mai inventata per creare prosperità nelle società- se è ben gestito; ma a causa delle fondamentali dinamiche moltiplicative de sistemi complessi, tende inesorabilmente alla diseguaglianza, alla concentrazione, al collasso. Il compito delle democrazie è quello di massimizzare l'inclusione della maggioranza per creare prosperità, non per permettere a pochi di accumulare denaro. Il governo crea prosperità e crescita, creando le condizioni che permettono sia agli imprenditori che ai clienti di prosperare. Equilibrare il potere dei capitalisti come me e quello dei lavoratori non è un male per il capitalismo. È necessario alla sua sopravvivenza. Programmi come un ragionevole salario minimo, una sanità accessibile, congedi malattia pagati, e la tassazione progressiva necessaria a pagare le importanti infrastrutture necessarie alla classe media (istruzione, ricerca e sviluppo...) sono tutti strumenti indispensabili che i capitalisti più perspicaci dovrebbero sposare per guidare la crescita, perché nessuno ne trae beneficio quanto noi. Molti economisti vorrebbero farvi credere nell'"esattezza" della loro scienza. Non sono d'accordo, e credo invece che sia, a pari merito, uno strumento che l'umanità usa per codificare e dare efficacia legale alle nostre preferenze morali, sociali e ai pregiudizi sullo status e sul potere, ed è per questo che i plutocrati come me hanno sempre avuto bisogno di trovare storie convincenti da raccontare a tutti sul perché le nostre posizioni relative sono moralmente virtuose e buone per tutti: per esempio, che siamo indispensabili, creatori di lavoro, e voi non lo siete; che il taglio delle nostre tasse crea crescita, mentre investire su di voi farà gonfiare il debito e manderà il paese in bancarotta; che noi contiamo, e voi no. Per migliaia di anni, queste storie sono state etichettate come diritto divino. Oggi abbiamo l'economia dello sgocciolamento. Ovviamente, tutte queste storie sono raccontate a nostro uso e consumo. Noi plutocrati dobbiamo riconoscere che sono stati gli Stati Uniti a renderci come siamo, non il contrario; che una robusta classe media è la fonte della prosperità nelle economie capitaliste, non la conseguenza. E non dovremmo mai dimenticare che anche il migliore di noi, nelle peggiori circostanze finirebbe a piedi nudi, sul ciglio di una strada sporca, a vendere frutta. Amici plutocrati, credo sia venuto il momento per noi di impegnarci nuovamente per il nostro paese, di impegnarci in un nuovo tipo di capitalismo che sia più inclusivo e più efficace, un capitalismo che assicuri all'economia americana di rimanere la più dinamica e fiorente nel mondo. Difendiamo il nostro futuro, quello dei nostri figli e dei loro figli. L'alternativa è non fare niente, nasconderci nelle nostre comunità recintate e nelle scuole private, goderci i nostri aerei e yacht -- sono divertenti -- e aspettare i forconi. Grazie".



mie le sottolineature :-)








Interessantissime (come sempre) analisi
Dal Blog Orizizonte48 


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