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venerdì 10 aprile 2015

EUROGLUT

PAOLO BARNARD


PROFUMO CHE COPRE PUZZA, PUZZA SEMPRE, PROFUMO SU PUZZA ANCORA. EUROGLUT E IL RESTO DELLA TRAGEDIA.

Premessa: tratto qui di EUROGLUT, una cavolata del valore di oltre 5-10.000 miliardi di euro con conseguenze macroeconomiche globali per la gente VERA, una cosa seria, ma non certo tanto quando lo scandalo Grandi Opere, che per carità, quello sì che sono soldi e danni. Per cui i M5S mi perdonino se distraggo 16 italiani dai terrificanti ladri di fagioli che loro, indomiti, perseguono. E tu piccolo imprenditore mi RACCOMANDO: mica mai ingrandire il tuo orizzonte, non si sa mai che tu capisca il VERO motivo per cui oggi hai perso il 24% di produzione e hai tasse dal 45 al 70%. Ora umilmente continuo con ste cazzatine che si mangiano l’Italia 200 volte. 
Definiamo il contesto dell’Eurozona e UE, tanto per ricordarci i fondamentali, e in modo originale.
Mi è venuta in mente un’immagine tratta dalle corti del ‘600 o del ‘700, quando la nobiltà che non conosceva il concetto del lavarsi usava sudare, cagare, pisciare, senza mai pulirsi – il bagno era inaudito. Elisabetta I d’Inghilterra una volta dichiarò “Ho incontrato il Re di Francia, puzzava come una capra. Io mi faccio il bagno una volta all’anno, ma sti francesi non potrebbero farlo anche loro?”. Cosa facevano a quei tempi per sopprimere l’olezzo demoniaco che emanavano? Si spruzzavano profumo sulle pelli puzzolenti, che però tornavano mefitiche alla seconda defecazione o al primo sudore, e allora questi nobili vi spruzzavano altro profumo, poi cagavano ancora e poi altro profumo… in un circolo vizioso da vomitare, sinceramente. Compreso? Ecco…
… Questa è ESATTAMENTE la politica economica dell’Eurozona contemporanea, identica. Fanno, come da precedente metafora, ‘cagate e pisciate’ d’economia una in fila all’altra (Austerità, no spesa di Stato, Super export, MES, salvataggi di banche putrefatte, miliardi agli speculatori…), creando fogne sociali (le ‘riforme’, licenziamenti, tagli ai salari, meno sanità, meno servizi pubblici, tagli pensioni, patto di stabilità dei Comuni, privatizzazioni regalate agli speculatori…), che poi cercano di coprire con una spruzzata di profumo (i COSMETICI MONETARI, come T-LTRO, OMT, QE di Draghi, il patetico Job Act del Renzino…), ma poi l’Europa puzza ancora e peggio di prima, e mica la LAVANO (stop euro, stop Austerità, Investimenti Pubblici a Deficit Positivo, quindi più Deficit e non meno Deficit!, programmi di Stato di Piena Occupazione, salari ‘alla Henry Ford’, Finanza Funzionale alla Abba Lerner, nazionalizzazione banche nell’Interesse pubblico…), no, mica mai LAVARSI! Spruzzano altro profumo monetario sulla montante cacca, da coprire con altro profumo, su altro piscio, su altra puzza sociale, con altro profumo ecc. ecc. Questo fa Mario Draghi per primo, e la tecnocrazia di Bruxelles a seguito, e  i 4 dementi economisti italiani che li seguono. Capita la metafora? In essa, per riassumere:
‘cacca e piscia’ della UE sono le Austerità (vedi sopra)
la puzza insopportabile sono le fogne sociali che creano (vedi sopra)
il profumo che vi spruzzano sopra di continuo è la POLITICA COSMETICA MONETARIA, che NON E’ ECONOMIA REALE PER LA GENTE, ma solo per le elite.
Prima di arrivare all’EUROGLUT, un minuto. Perché? Bè, voi sapete che Paolo Barnard scrive temi salva vita e salva nazione affinché siano capiti anche da un quindicenne, per cui qui di seguito per prima cosa scriverò cosa è ESSENZIALE che voi cittadini capiate di quanto detto sopra. Perché è quello che conta. Poi alla fine, qualche dettaglio in più.
1) Siamo, come è ormai noto anche ai ricci di mare, in una dittatura finanziaria europea, armata di moneta unica euro, che ha sottratto all’Italia non solo il portafoglio, ma anche le sovranità parlamentari, costituzionali e popolari. Sapete che esistono due economie al mondo: quella REALE di: case, sanità, salari, servizi, beni, cibo, tecnologie, istruzione, strade, infrastrutture ecc.; e quella MONETARIA, che non produce nulla, neppure un panino al prosciutto, ma solo: algoritmi e trucchi per moltiplicare soldi fittizi nelle tasche del Mercato/Speculatori.
2) La dittatura dell’Eurozona pratica SOLO economia MONETARIA, e solo per gli interessi di pochi. Questo, come capiscono anche le cozze alla tarantina, crea disastri all’economia REALE, cioè a noi, gente, famiglie, aziende, figli. L’economia monetaria NON E’ ECONOMIA REALE.
Quando questi disastri divengono, come ovvio, immani, come vediamo da almeno 8 anni della famosa Crisi – con disoccupazione a record africani, fallimenti come piovesse, perdita di diritti, laureati con 600 euro al mese, risparmi di famiglie erosi fino al nulla, esodati, PIL sotto lo zero, Sanità allo sfascio, ecc. – allora cosa fa la dittatura europea? Impiega ancora altra economia MONETARIA come ‘profumo’ per mitigare per qualche mese i disastri di cui sopra. Ma è tutto inutile. Per fare un altro esempio in metafora, esiste in inglese un’espressione che rende bene l’idea: “To paper over something”. Cioè: tu stai attaccando carta da parati, fai una porcheria piena di bozzi, buchi ecc.. e cosa fai per rimediare? NON cambi certo tecnica, ma gli incolli sopra (paper over) un altro pezzo di carta per nascondere il ‘marone’ orrendo che hai fatto. Ma poi ti ritrovi con una cosa schifosa, e che fai? Gli incolli sopra ancora altra carta… Insomma viene fuori un bubbone inguardabile. Quello appunto che fanno la tecnocrazia delle Austerità e la BCE di Mario Draghi come detto sopra.
E così andiamo avanti, penosamente, ignari, impotenti, sul fatto che la vita di centinaia di milioni di noi, et aziende, viene gestita da sti pazzi, criminali, che sfondano i nostri muri di casa con le loro politiche, poi tentano di rimediare col Pongo, ma poi tutto crolla, e ci mettono altro Pongo e via così in eterno, complice la stampa e i media innominabili.
Ed eccoci all’Euroglut. Euro vuol dire euro. Glut vuol dire ‘sovrabbondanza’. 
E’ una trovata della prodigiosa banca privata della ‘Cermania Teteska della Kulona Merkel’, cioè quell’ascesso cosmico di banca con un’esposizione ai derivati esplosivi che vale 20 volte il PIL tedesco e che si chiama Deutsche Bank. La Deutsche B, cioè la banca più fallita del mondo, ci avvisa qualche mese fa del pericolo del…
EUROGLUT!!!
Dicono sostanzialmente questo: l’Eurozona ha un surplus di esportazioni colossale, cioè esporta merci e servizi al resto del mondo molto più di quanto compri merci e servizi dal resto del mondo. Tutti i soldi che guadagna esportando molto di più di quanto importa, vengono messi dall’Eurozona in cassette di risparmio immense. A questi ‘fantastiliardi’ risparmiati nella zona euro, si aggiungono tutti i soldi ‘facili’ che la BCE di Mario Draghi sta oggi riversando nelle banche per mezzo del T-LTRO e soprattutto del QE (leggere miei pezzi precedenti), che sono in sostanza iniezioni colossali di soldi liquidi nelle casse bancarie, ma anche, MINIMAMENTE, nel settore privato di cittadini e aziende. Quindi, argomenta la Deutsche Bank, ci troviamo in Europa con delle quantità di euro in circolazione di dimensioni ciclopiche. E cosa faranno i possessori di questi oceani di euro? Li venderanno in giro per il mondo (flussi di euro fuori dalla UE) per comprare questo e quello, causando però il deprezzamento dell’euro (più vendi una moneta meno vale). Questo dikono gli specialisten tella krante banka teteska.
Valutiamo in termini ponderati queste affermazioni. Giudizio accademico: buffonate.
Adesso l’Europa si trova in un marasma di: troppe esportazioni (danno certo all’economia) con il valore dell’euro che collassa; tassi ormai talmente bassi che in alcuni Paesi cominciamo a vedere i correntisti che pagano la banca per tenergli i soldi; deflazione dei prezzi; un’alluvione di euro in circolazione dovuta al super export e alle politiche di Draghi di oceani di euro facili nelle tasche dei soliti noti… insomma una GLUT sovrabbondanza di euro inaudita che creerà una sequela infinita di problemi a noi, al mondo. E cosa faranno Bruxelles e Draghi?..... Ancora più GLUT…!! Cioè:
PAPER OVER… profumo su mutande intrise di piscio e cacca…  cioè altri TRUCCHI MONETARI INSULSI per coprire per un po’ di tempo il marcio e la puzza, come sempre.
Sappiate infatti, che al contrario di quanto affermato dalla Deutsche Bank, l’EUROGLUT ci porterà:
A) ancor meno crescita. EUROGLUT viene in parte dal super export della UE, cioè un surplus di export. Ma la VERA economia e i bilanci settoriali ci insegnano che se da una parte esiste un surplus, per forza ci deve essere una perdita da un’altra parte (come in una partita a carte: se uno vince, qualcun altro deve perdere per forza). E chi sta pagando il surplus dell’export UE? In primo luogo le perdite dei Paesi esteri che ci comprano più cose di quante ce ne vendono. Ma ANCHE  le perdite dei lavoratori europei e delle economie nazionali UE, che per poter esportare tanto devono essere COMPETITIVI, che si traduce in: tagli ai salari europei a tutto spiano (l’industriale deve far costare poco il suo prodotto), e depressione dei consumi (se consumiamo noi le nostre cose, non ce ne rimangono tante da esportare). Due siluri d’impoverimento europeo certo. Infatti lo vediamo, si chiama… Crisi.
B) non al deprezzamento dell’euro, ma al suo APPREZZAMENTO (cioè aumento di valore rispetto ad altre monete). Qui dobbiamo ricordarci del concetto del ‘Hard to Get’, cioè ‘Difficile da ottenere’. Tutta questa GLUT sovrabbondanza di euro a tassi bassissimi finiscono in primo luogo nelle banche o nelle casse dei grandi esportatori, i quali non è affatto garantito che li spendano, quindi ai cittadini e in circolo non arrivano tanti euro. Questi euro diventano difficili da ottenere per noi gente (Hard to get). Quindi l’effetto svalutativo di tanta moneta in giro non si avvera proprio perché una cosa difficile da trovare in genere si apprezza, non si deprezza. 

C) non a enormi flussi di euro fuori dalla UE. Infatti gli esportatori europei hanno enormi spese interne da pagare e le devono pagare in euro, quindi vogliono che ciò che incassano sia in euro (ovvio, vivono nella UE). Allora venderanno i dollari o gli Yen o le Corone guadagnati con l’export per avere euro, e questo sottrae euro dal Mercato, facendoli di nuovo diventare difficili da ottenere (Hard to get)… altro che enormi flussi di euro fuori dalla UE. E siccome TUTTI gli esportatori d’Europa necessitano di euro per i motivi sopraccitati e venderanno le monete straniere guadagnate, l’euro tornerà ad APPREZZARSI! Quindi l’effetto svalutativo di tanta moneta in giro non si avvera, come invece dice la banka teteska…

D) e soprattutto a nessuna crescita VERA per la VERA economia delle persone/aziende, cioè per coloro che necessitano/producono le VERE cose che ci servono per vivere, curarci, star bene, e avere democrazia e diritti! Perché? Perché noi viviamo di cibo e tetti sopra la testa, ma se questa UE esporta le cose essenziali a man bassa, ce ne saranno MENO PER NOI! Forza, dimostratemi che con gli Yen guadagnati dall’export dal miliardario della Tod’s tu o voi vi comprerete casa, pagherete il mutuo, manterrete un figlio disoccupato o potrete pagare la TAC urgente. Forza! Quando soprattutto, come detto sopra, i miliardi della Tod’s vengono dal DEPREZZAMENTO del salario dei suoi operai italiani e dal calo dei consumi italiani. Forza.
E) Infine, per essere brevi. Tutta la povertà per centinaia di milioni di famiglie europee derivante dai disastri MONETARI dell’Eurozona di Draghi renderanno l’euro ancora più ‘Hard to get’, cioè sempre meno circolante perché la gente non ha più da spendere come prima. E se circola di meno, diventerà sempre più costoso, altro che deprezzamento dell’euro.
Ma dove andiamo così? No, dico, non Draghi o Renzi o Juncker. Io e voi? Ma possibile che gli italiani, i datori di lavoro, gli operai, non capiscano che ci stanno uccidendo? (possibile, per un popolo di scemi e grillini… possibilissimo. Si tengano l’EUROGLUT ora)
Soluzione per lo 0,2% che capisce: STOP EUROZONA – STOP POLITICA MONETARIA COME UNICA TERAPIA – TUTTI I GOVERNI RISCOPRANO LA POLITICA DELL’ECONOMIA REALE (possibilmente la Mosler Economics per l’Interesse Pubblico). La guida la trovate qui: http://paolobarnard.info/docs/programma_memmt_orig.pdf
Ciao


lunedì 2 marzo 2015

S V E G L I A ! !

Orizzonte48: DEMOCRAZIA, PARTITI DI MASSA E LIBEROSCAMBISMO: SA...: 1. Mi rendo conto di quanto sia importante coordinare, in un'unica esposizione riassuntiva, il discorso che abbiamo cercato di s...











Il.mo "48" questo ultimo passaggio del post URLATO a GRAN VOCE sembra proprio un MONITO (in senso paterno) a tutti NOI... 

S V E G L I A!! 

...scaturito dal cuore e dalla sua lungimiranza... 

Pochi di NOI hanno una "famiglia" (xhè distrutta: famiglia allargata, separazioni, divorzi, famiglie etero, e non...) che possa far capire "il senso "paterno" di un "monito" così prezioso.

Il problema é che i media ( dal potere diseducativo AB-Norme)  servi delle elite, NON MOLLANO e continuano ad ingannare  chi ormai un "padre" cosciente e consapevole "non" ce l'ha.

Questi "figli" ingannati(nostri concittadini) sono alle prese con umiliazioni se lavorano e con altrettante umiliazioni se un lavoro non ce l'hanno. É una lotta alla sopravvivenza, una lotta di classe, una lotta capitale -lavoro... che viene automaticamente "annullata" dalle nuove regole del MERCATO asservito dai Trattati (shock €conomy??). Come fanno a capire che una soluzione c'é?


SOLUZIONE??

...conflitto tra produzione e lavoro che LA COSTITUZIONE risolve alla radice con norme molto più efficaci, vincolanti ed esplicite: quelle di tutela della dignità del lavoro, della salute e della previdenza assunte dalla mano pubblica.


Come dice in Twitter @SegatDavide: ...rimaniamo arenati come 

una balena sulla spiaggia mentre questi banche-ttano con le nostre 

carni. 




domenica 1 marzo 2015

E anche lui conclude in "Sveglia!"


Nick Hanauer





is a rich guy, an unrepentant capitalist — and he has something to say to his fellow plutocrats: Wake up! Growing inequality is about to push our societies into conditions resembling pre-revolutionary France. Hear his argument about why a dramatic increase in minimum wage could grow the middle class, deliver economic prosperity ... and prevent a revolution.


"Probabilmente non mi conoscete, ma appartengo a quello 0,01 per cento di cui leggete o sentite parlare, e sono, sotto ogni ragionevole definizione, un plutocrate. Stasera vorrei parlare direttamente agli altri plutocrati come me, perché sento che è venuto il momento per noi tutti di fare una chiacchierata. Come molti plutocrati, anch'io sono un capitalista fiero di sé. Ho fondato, cofondato o finanziato più di 30 aziende in tutta una serie di settori. Sono stato il primo investitore non di famiglia in Amazon.com. Ho cofondato un'azienda di nome aQuantive, che abbiamo venduto a Microsoft per 6,4 miliardi di dollari. Insieme ad alcuni amici, possiedo una banca. Ve lo dico -- (Risate) -- incredibile, vero? Ve lo dico per mostrare che la mia vita è come quella di molti plutocrati. Ho una prospettiva ad ampio respiro sul capitalismo e sul business, e sono stato vergognosamente ricompensato per questo con una vita che molti di voi neanche potrebbero immaginare: diverse case, uno yacht, un aereo personale, ecc... Ma siamo onesti: non sono la persona più intelligente che abbiate conosciuto. Sicuramente non sono il lavoratore più tenace. Ero uno studente mediocre. Non sono un tecnico. Non so scrivere una riga di codice. A essere sinceri, il mio successo è il risultato della fortuna sfacciata che ho avuto a nascere nel posto giusto, nel momento giusto e nelle circostanze giuste. In un paio di cose, però, sono bravo davvero. Primo, ho una tolleranza al rischio insolitamente alta; e secondo, ho una buona percezione, una buona intuizione di quello che accadrà in futuro, e credo che quella intuizione del futuro sia l'essenza di una buona imprenditorialità. E oggi cosa vedo nel futuro, vi chiederete? Vedo i forconi, in mano a masse inferocite. Perché mentre i plutocrati come noi vivono al di là dei sogni di avarizia più sfrenati, l'altro 99 per cento dei nostri concittadini resta sempre più indietro. Nel 1980, l'un per cento degli Americani si spartiva circa l'otto per cento del reddito nazionale, mentre l'ultimo 50 per cento degli Americani si spartiva il 18 per cento. Oggi, trenta anni dopo, quell'uno per cento si spartisce il 20 per cento del reddito nazionale, mentre l'ultimo 50 per cento degli Americani si spartisce il 12 o 13. Se la tendenza continuerà, il primo 1% si spartirà più del 30 per cento del reddito nazionale da qui a 30 anni, mentre al 50 per cento più povero degli Americani resterà solo il sei per cento. E il problema non sono le disuguaglianze in sé. Un po' di disuguaglianza è necessaria a una democrazia capitalista ben funzionante. Solo che la diseguaglianza è oggi al suo picco storico, e peggiora giorno dopo giorno. Se la ricchezza, il potere e il reddito continuano a concentrarsi verso l'alto, la nostra società passerà da una democrazia capitalista a una società neo-feudale, dominata dalle rendite, come la Francia del 18° secolo. Ossia la Francia prima della rivoluzione, e delle sommosse con i forconi. Ho quindi un messaggio per i miei amici plutocrati e arcimiliardari, e per chiunque viva nella sua isola felice: svegliatevi. Svegliatevi! Non può durare. Se non facciamo qualcosa per correggere queste evidenti diseguaglianze sociali, i forconi arriveranno: nessuna società libera e aperta può sostenere queste crescenti diseguaglianze economiche. Non è mai successo. Non ci sono esempi. Portatemi una società troppo iniqua, e vi mostrerò uno stato di polizia, o un'insurrezione. I forconi arriveranno, se non sistemiamo le cose. Non è questione di se, ma di quando. E quando arriverà sarà terribile- per tutti, ma in particolare per i plutocrati come noi. So di sembrare una specie di liberale salvatore del mondo. Non è questo. Non ne faccio una questione morale, quando dico che la diseguaglianza è sbagliata. Dico che l'aumento della diseguaglianza economica è stupida e in definitiva controproducente. La crescita della diseguaglianza non aumenta solo il rischio dei forconi, ma è anche terribile per l'economia reale. Il modello per noi ricchi dovrebbe essere Henry Ford. Quando Ford introdusse i famosi cinque dollari al giorno, che erano il doppio del normale salario dell'epoca, non solo aumentò la produttività delle sue fabbriche, ma convertì poveri operai sfruttati in una florida classe media, che a quel punto poteva permettersi i prodotti che fabbricava. Ford intuì quello che oggi sappiamo essere vero, che un'economia è simile a un ecosistema, ed è caratterizzata dallo stesso tipo di feedback continui che troviamo in un ecosistema naturale, un continuo scambio di feedback tra clienti e industria. La crescita dei salari aumenta la domanda, che fa aumentare le assunzioni che a loro volta fanno aumentare i salari, la domanda e i profitti, e questo circolo virtuoso di crescente prosperità è proprio quello che manca alla ripresa economica di oggi. Ecco perché dobbiamo lasciarci alle spalle le politiche di "sgocciolamento" che dominano entrambi i partiti politici, e sposare quella che chiamo "economia middle-out". L'economia middle-out respinge l'idea neoclassica di un'economia efficiente, lineare, meccanica, tendente all'equilibrio e all'equità, e invece sposa l'idea del 21° secolo di un'economia complessa, adattiva, ecosistemica, che tende ad allontanarsi dall'equilibrio verso l'iniquità, che non è per niente efficiente, ma efficace se ben gestita. Il punto di vista del 21° secolo ci permette di vedere chiaramente che il capitalismo non funziona allocando in modo efficiente le risorse esistenti. Funziona creando in modo efficiente nuove soluzioni ai problemi dell'umanità. La forza del capitalismo sta nel modo evolutivo in cui ricerca le soluzioni. Premia chi risolve i problemi degli altri. La differenza tra una società povera e una società ricca, ovviamente, è il grado in cui quella società ha generato soluzioni sotto forma di prodotti per i suoi cittadini. La somma delle soluzioni che abbiamo nella società è veramente la nostra prosperità, e questo spiega perché aziende come Google, Amazon, Microsoft e Apple e gli imprenditori che hanno creato queste aziende hanno tanto contribuito alla prosperità della nostra nazione. La prospettiva del 21° secolo chiarisce anche che quello che consideriamo crescita economica si comprende meglio definendolo come il tasso a cui risolviamo i problemi. Ma quel tasso dipende completamente da quanti bravi solutori di problemi abbiamo a disposizione, nei vari ambiti, e quindi da quanti concittadini partecipano attivamente, sia come imprenditori che possono proporre soluzioni, che come clienti che le utilizzano. Ma questa massimizzazione della partecipazione non si verifica per caso. Non capita da sola. Richiede sforzi e investimenti, motivo per cui tutte le democrazie capitaliste di successo sono caratterizzate da ingenti investimenti nella classe media e nelle infrastrutture da cui dipendono. Noi plutocrati dobbiamo lasciarci alle spalle queste teorie dello "sgocciolamento", questa idea che meglio stiamo noi, meglio sarà per tutti. Non è vero. Come potrebbe esserlo? Guadagno 1000 volte più di un salario medio, ma non compro 1000 volte più roba, vero? Ho comprato due paia di questi pantaloni, quelli che il mio partner Mike chiama i pantaloni da manager. Avrei potuto comprarne 2000 paia, ma cosa ci farei? (Risate) Quanti tagli di capelli posso farmi fare? Quante volte posso andare fuori a cena? Non importa quanto ricco possa diventare qualche plutocrate, non potremo mai guidare da soli una grande economia nazionale. Solo una prospera classe media può farlo. "Non possiamo farci niente", potrebbero dire i miei amici plutocrati. "Henry Ford viveva in un'epoca diversa." Forse alcune cose non le possiamo fare; forse alcune altre sì, però. Il 19 giugno 2013, Bloomberg ha pubblicato un mio articolo, intitolato "Le ragioni capitaliste per un salario minimo da 15 dollari." La brava gente della redazione di Forbes, tra i miei più grandi ammiratori, l'ha chiamata "La proposta quasi folle di Nick Hanauer". Eppure, solo 350 giorni dopo la pubblicazione di quell'articolo, il sindaco di Seattle Ed Murray ha approvato una legge per l'aumento del salario minimo a Seattle a 15 dollari l'ora, più del doppio del salario federale prevalente di 7,25 dollari. Com'è successo, potrebbero chiedersi le persone ragionevoli. È successo perché un gruppo di noi ha ricordato al ceto medio che sono loro la fonte della crescita e della prosperità nelle economie capitaliste. Abbiamo ricordato loro che quando i lavoratori hanno più soldi, le aziende hanno più clienti, e han bisogno di più impiegati. Abbiamo ricordato loro che quando le aziende pagano ai lavoratori un salario decente, i contribuenti sono sollevati dal peso di finanziare aiuti sociali come i buoni pasto, l'assistenza medica e il sostegno agli affitti di cui questi lavoratori hanno bisogno. Abbiamo ricordato loro che i lavoratori a basso salario sono pessimi contribuenti, e che aumentando il salario minimo in tutti i settori, tutti settori ne traggono vantaggio pur continuando a competere. La classica reazione, naturalmente, è che aumentare il salario minimo distrugge posti di lavoro. Giusto? I vostri politici ripetono sempre la tiritera dello "sgocciolamento", dicendo cose come, "Se aumentate il costo del lavoro, sapete cosa succede? Otterrete meno posti di lavoro." Ne siete sicuri? Perché ci sono un po' di prove contrarie. Dal 1980, i salari degli amministratori delegati nel nostro paese sono passati da 30 a 500 volte il salario medio. Questo sì, che aumenta il costo del lavoro. Eppure, che io sappia, non ho mai visto un'azienda esternalizzare il lavoro dell'amministratore, automatizzarlo, portarlo in Cina. Anzi, sembra che impieghiamo più AD e dirigenti che mai. Lo stesso vale per le funzioni tecnologiche e i servizi finanziari, che guadagnano multipli del salario medio eppure ne impieghiamo sempre di più, quindi chiaramente si può aumentare il costo del lavoro e ottenerne di più. So che la maggior parte della gente ritiene il salario minimo di 15 dollari un esperimento economico folle e rischioso. Non siamo d'accordo. Crediamo che il salario minimo di 15 dollari a Seattle sià in realtà il proseguimento di una politica economica sensata. Permette alla nostra città di far mangiare la polvere alla vostra. Perché, vedete, lo stato di Washington ha già il salario minimo più alto di qualunque altro stato della nazione. Paghiamo tutti i lavoratori 9,32 dollari, ossia quasi il 30 per cento in più del minimo federale di 7,25 dollari, ma, cosa fondamentale, 427 per cento in più del minimo federale raggiunto di 2,13 dollari. Se lo sgocciolamento fosse vero, la disoccupazione, nello stato di Washington, sarebbe alle stelle. Seattle dovrebbe affondare nell'oceano. Invece, Seattle è la città col più alto tasso di crescita del paese. Lo stato di Washington genera impieghi per piccole imprese a un tasso più alto di qualunque altro grande stato della nazione. Il settore dei ristoranti a Seattle? Sta esplodendo. Perché? Perché la legge fondamentale del capitalismo è: se i lavoratori hanno più soldi, le aziende hanno più clienti e hanno più bisogno di lavoratori. Quando i ristoranti pagano i dipendenti abbastanza da permettere anche a loro di mangiare al ristorante, non è male per il settore della ristorazione. È un bene, benché alcuni gestori abbiano da ridire. È più complicato di quanto non stia raccontando? Certo che lo è. Sono molte le dinamiche in gioco. Ma per favore, possiamo smettere di ripetere che se i lavoratori a basso salario guadagnano un po' di più, la disoccupazione schizzerà e l'economia collasserà? Non ci sono prove. L'assunto più pericoloso delle teorie dello "sgocciolamento", non è affermare che se il ricco diventa più ricco, tutti staranno meglio. È l'affermazione, da parte di chi si oppone a qualunque aumento del salario minimo, che se i poveri si arricchiscono, sarà un male per l'economia. Ma quando mai. Quindi, per favore, possiamo risparmiarci questa retorica per cui sarebbero stati i ricchi come me e i miei amici plutocrati a costruire questo paese? Noi plutocrati sappiamo, anche se non ci piace ammetterlo in pubblico, che se fossimo nati altrove, non qui negli Stati Uniti, oggi potremmo benissimo essere dei signori nessuno, ridotti a vendere frutta, a piedi scalzi, sul ciglio di una strada sporca. Non che non ci siano bravi imprenditori in altri posti, anche nei luoghi più poveri. È solo che i clienti di quegli imprenditori non possono permettersi altro. Ecco allora l'idea per un nuovo tipo di economia, un nuovo tipo di politica che chiamo nuovo capitalismo. Riconosciamo pure che il capitalismo batte le alternative, ma anche che più persone includiamo, sia come imprenditori che come clienti, meglio funziona. Tentiamo in tutti i modi di ridurre la dimensione del governo, ma non tagliando i programmi per i poveri; piuttosto, assicurando che i lavoratori siano pagati abbastanza da non averne bisogno. Investiamo abbastanza nella classe media da rendere la nostra economia più equa e più inclusiva, e quando sarà più inclusiva sarà più competitiva, e quando sarà veramente più competitiva, sarà più in grado di generare quelle soluzioni ai problemi umani che sono il vero motore della crescita e della prosperità. Il capitalismo è la più grande tecnologia sociale mai inventata per creare prosperità nelle società- se è ben gestito; ma a causa delle fondamentali dinamiche moltiplicative de sistemi complessi, tende inesorabilmente alla diseguaglianza, alla concentrazione, al collasso. Il compito delle democrazie è quello di massimizzare l'inclusione della maggioranza per creare prosperità, non per permettere a pochi di accumulare denaro. Il governo crea prosperità e crescita, creando le condizioni che permettono sia agli imprenditori che ai clienti di prosperare. Equilibrare il potere dei capitalisti come me e quello dei lavoratori non è un male per il capitalismo. È necessario alla sua sopravvivenza. Programmi come un ragionevole salario minimo, una sanità accessibile, congedi malattia pagati, e la tassazione progressiva necessaria a pagare le importanti infrastrutture necessarie alla classe media (istruzione, ricerca e sviluppo...) sono tutti strumenti indispensabili che i capitalisti più perspicaci dovrebbero sposare per guidare la crescita, perché nessuno ne trae beneficio quanto noi. Molti economisti vorrebbero farvi credere nell'"esattezza" della loro scienza. Non sono d'accordo, e credo invece che sia, a pari merito, uno strumento che l'umanità usa per codificare e dare efficacia legale alle nostre preferenze morali, sociali e ai pregiudizi sullo status e sul potere, ed è per questo che i plutocrati come me hanno sempre avuto bisogno di trovare storie convincenti da raccontare a tutti sul perché le nostre posizioni relative sono moralmente virtuose e buone per tutti: per esempio, che siamo indispensabili, creatori di lavoro, e voi non lo siete; che il taglio delle nostre tasse crea crescita, mentre investire su di voi farà gonfiare il debito e manderà il paese in bancarotta; che noi contiamo, e voi no. Per migliaia di anni, queste storie sono state etichettate come diritto divino. Oggi abbiamo l'economia dello sgocciolamento. Ovviamente, tutte queste storie sono raccontate a nostro uso e consumo. Noi plutocrati dobbiamo riconoscere che sono stati gli Stati Uniti a renderci come siamo, non il contrario; che una robusta classe media è la fonte della prosperità nelle economie capitaliste, non la conseguenza. E non dovremmo mai dimenticare che anche il migliore di noi, nelle peggiori circostanze finirebbe a piedi nudi, sul ciglio di una strada sporca, a vendere frutta. Amici plutocrati, credo sia venuto il momento per noi di impegnarci nuovamente per il nostro paese, di impegnarci in un nuovo tipo di capitalismo che sia più inclusivo e più efficace, un capitalismo che assicuri all'economia americana di rimanere la più dinamica e fiorente nel mondo. Difendiamo il nostro futuro, quello dei nostri figli e dei loro figli. L'alternativa è non fare niente, nasconderci nelle nostre comunità recintate e nelle scuole private, goderci i nostri aerei e yacht -- sono divertenti -- e aspettare i forconi. Grazie".



mie le sottolineature :-)








Interessantissime (come sempre) analisi
Dal Blog Orizizonte48 


e




Ma questo ci fa o ci è?

J. ATTALI





Think of the World as a Country

TRADUZIONE VELOCE CON GOOGLE TRANSLATOR SCUSATE MA TANTO IL SENSO DI TANTO "PENTIMENTO" SI CAPISCE! SI CAPISCE ANCHE CHE NON VUOLE ANDARE IN GALERA!!

Fonte

Pensate al mondo come un paese L'economia globale sembra oggi lascia perplessi: Mentre tutti i tradizionali fattori di crescita economica sono in atto (la popolazione mondiale è in aumento, il progresso tecnico è enorme, risparmi disponibili sono notevoli, il libero commercio è più che mai), la crescita sta rallentando a livello globale, salvo per il Stati Uniti in questa fase. E in tutto il mondo, anche negli Stati Uniti, la disoccupazione reale è salito a livelli record, gli investimenti stanno rallentando, le disuguaglianze sono maggiori rispetto al passato, soprattutto negli Stati Uniti. E la recente Baltic Dry Index (BDI) plunge (un numero rilasciato quotidiano fornisce una valutazione del prezzo di muovere le principali materie prime per mare, e che per lungo tempo è stato un grande indicatore di crisi imminenti) con la sua tendenza al ribasso ha causato il panico a diffondersi nella piccola cerchia di operatori. Per affrontare questo problema, sembra che nessuna delle iniziative tradizionali stanno lavorando: I tassi di interesse sono al minimo; le banche centrali stanno pompando una quantità folle di denaro nel sistema bancario; i governi sono afflitti da deficit record. Nulla funziona. Nulla sta iniziando. Tutto sta rallentando. Anche i prezzi. Cosa c'è di sbagliato con il modo in cui il mondo ha funzionato? Come spiegare che questo incredibile potenziale non si traduce in pratica? Economisti, sociologi, scienziati politici in tutto il mondo stanno discutendo questi temi all'infinito senza risposta convincente viene data. E senza che nessuno offrire una nuova soluzione che sia credibile. Eppure c'è una necessità critica per capire la situazione e di trovare il modo di agire. In caso contrario, l'economia globale si immergerà in una depressione globale con conseguenze politiche devastanti. Inizieremo vedere, vediamo già, le parti estreme che prendono il potere e la democrazia di essere interrogati dalle stesse persone che pretendono di parlare a suo nome. Per me, la risposta è ovvia, anche se poche persone ammetterlo: l'intera economia mondiale è ormai una singola economia. E non si può capire giustapponendo l'analisi delle economie nazionali e dei loro scambi commerciali. Dobbiamo pensare al mondo come un'unica economia; come un paese. Ma un paese senza stato di diritto o di Stato regolatore. E tale economia, precedentemente sconosciuta nel mondo reale fino ad oggi, non può che, secondo tutte le teorie esistenti, portare a una sottoutilizzazione dei fattori di produzione, vale a dire ad una carenza di domanda. E nessuno stato normativo è lì per compensare. In altre parole, il mondo soffre di non avere uno strumento in grado di creare la domanda a livello globale. La soluzione ideale sarebbe quella di creare una Banca centrale mondiale, con la governance democratica, con una moneta mondiale, in grado di versare ingenti risorse sul mondo. In forma di denaro o sotto forma di investimenti in settori dell'economia sostenibile. La soluzione a metà strada sarebbe quella di chiedere ai governi del G20 a concordare di aumentare gli investimenti pubblici in maniera massiccia, con il ricorso a pesanti prestiti, forzato, se necessario, dai grandi proprietari di capitali. La soluzione che è più nell'interesse dei giovani e dei lavoratori sarebbe un drammatico aumento di tutti gli stipendi in tutto il mondo, e l'accettazione di inflazione. Quello che è più nell'interesse dei grandi proprietari di capitale e anziani sarebbe quello di rendere i mercati azionari salgono, al fine di creare la domanda attraverso la rivalutazione della ricchezza. Niente di tutto questo avverrà, naturalmente. Quindi lo scenario più probabile è che tutti manterrà a se stessi, al punto che essi stessi isolarsi gli uni dagli altri. Ma quelli che creerà la domanda solo a casa, incrementando notevolmente stipendi o la spesa pubblica, diventerà presto dipendente dalle importazioni, la loro valuta crollerà. Gli Stati Uniti può optare per questa soluzione, come può Grecia, all'altra estremità dello spettro. Questo porterà al protezionismo, la frammentazione, la guerra. E 'diventato di moda dire che dobbiamo pensare al mondo come uno, quando si parla di conferenza sul cambiamento climatico e il suo successo. E tuttavia, se mai vi è una conferenza globale che è urgente, è piuttosto uno che riformare il Fondo monetario internazionale per renderla più democratica e dare tutti i suoi poteri. Perché se il mondo non agire sull'economia rapidamente, il problema delle emissioni di gas serra sarà presto risolto nel modo più semplice possibile: ci sarà nessuno a produrre qualsiasi.

Segui Jacques Attali su Twitter: www.twitter.com/jattali (IL PROBLEMA DELLE EMISSIONI DEL GAS SERRA?? IO MI VERGOGNO DI ESSERE €UROPEO PER I CRIMINI UMANITARI PERPETUATI IN GRECIA!!






QUESTO è MATTO!!

venerdì 27 febbraio 2015

"Krugmanization"

The Closed Minds Problem


27 Feb 2015 

Paul Krugman 

Quando ero un giovane economista cercando di costruire una carriera, ho vissuto penso - in un mondo in cui le idee e coloro che le hanno difese si sono incontrati in combattimento intellettuale relativamente aperto. Naturalmente ci sono state persone che si aggrappavano ai loro pregiudizi, di stile naturalmente, a volte di sostanza inventata. Ma credevo che le grandi idee migliori tendevano a prevalere: se il modello di flussi commerciali o fluttuazioni dei cambi hanno seguito i dati meglio di qualcun altro, o puzzle risolti che altri modelli non potevano, ci si poteva aspettare di essere ripreso da molti se non la maggior parte dei ricercatori del settore. Questo è ancora vero in gran parte l'economia, credo. Ma nelle zone che contano di più dato lo stato del mondo, non è affatto vero. Le persone che hanno dichiarato nel 2009 che il keynesismo era una sciocchezza e che era l'espansione monetaria inevitabilmente a causare l'inflazione galoppante sono ancora a dire esattamente la stessa cosa dopo sei anni di inflazione quiescente e prove schiaccianti che l'austerità colpisce le economie esattamente come i  keynesiani avevano previsto. E non stiamo parlando solo di manovelle senza credenziali; stiamo parlando fondatori, dei vincitori Ombra Apri Market Committee e Nobel. Ovviamente questo non è solo una questione di economia; copre tutto, dalla scienza del clima e l'evoluzione della storia personale di Bill O'Reilly. Ma questo di per sé sta dicendo: l'economia accademica, che ha ancora pretese di essere un'arena aperta in ricerca intellettuale, e sembra essere profondamente infettata dalla "politicizzazione". Così che cosa avrebbero dovuto fare, quelli che di noi che volevano davvero essere parte di ciò,  che abbiamo pensato di fare? Questa è la domanda che Brad DeLong  ci fa.
Vedo tre scelte:
1. Continuare a scrivere e parlare come se avessimo ancora un vero dialogo intellettuale, nella speranza che la cortesia e la persistenza renderanno la finzione in realtà. Penso che sia un modo per capire ora, l'infame Carta di Olivier Blanchard del 2008 sulle macro; egli era, si potrebbe sostenere, cercando di fare appello "alle migliori angeli della natura d'acqua dolce". Il problema di questa strategia, tuttavia, è che può finire per legittimare il lavoro che non merita rispetto - e vi è anche una tendenza a lasciare il proprio lavoro ottenere una visione distorta, come si tenta di trovare un terreno comune ma, non esiste.
2. Indicare il scorrettezza, ma con calma e gentilezza. Questo ha il pregio di essere onesto, e utile a chi lo legge. Ma nessuno lo farà.
3. Puntare l'erroneità in modi progettati per catturare l'attenzione dei lettori - con il ridicolo, se del caso, con Snark, e con nomi collegati. Questo otterrà leggere; otterrà alcuni devoti seguaci, e un sacco di nemici acerrimi. Una cosa che non farà, tuttavia, è modificare qualsiasi di quelle menti chiuse. Così, c'è una ragione vado per porta # 3, altro che semplicemente dicendo la verità e avere qualche divertimento mentre io sono a esso? Sì - non perché il punto è quello di convincere Rick Santelli o Allan Meltzer  che si sbagliano, che non è mai succederà. E ', invece, per scoraggiare altre parti di falsa equivalenza. Cultisti inflazione non possono essere spostati; ma i giornalisti e gli editori che tendono a mettere fuori viste differiscono-on-forma-di-planet storie perché pensano che sia sicuro può essere, a volte, scoraggiati se si mostra che essi stanno prestando fede a ciarlatani. E questo a sua volta può gradualmente spostare i termini della discussione, forse anche spingendo l'assurdità fuori dalla finestra Overton. E la storia di inflazione-cult è, credo, un primo esempio. Sì, è ancora ottenere la copertura trattare entrambe le parti equivalenti - ma non così consistente come in passato. Quando Paul iperinflazione-in-the-Hamptons Singer lamenta la "Krugmanization" dei media, che hanno l'impudenza di sottolineare che l'inflazione lui e i suoi amici la previsione non si materializzò mai, questo è un segno che stiamo ottenendo da qualche parte. Sarebbe davvero bello non dover fare le cose in questo modo.
Ma questo è il mondo in cui viviamo - e, come ho detto, c'è una compensazione nel fatto che si può avere un po 'di divertimento nel farlo. 
fonte qui

dal blog Orizzone48











venerdì 20 febbraio 2015

Giuseppe Palma


 PAGATORE ILLIMITATO DI ULTIMA ISTANZA



Questa moneta unica rappresenta una delle questioni di maggiore divisione nel Paese. Il motivo non è tanto la difficoltà dell’argomento, di per sé abbastanza semplice seppur policromatico, ma la persistente mala fede di certa politica (nostrana e sovranazionale) e di certi gruppi di potere che dominano il pianeta (quei gruppi oligarchici che decidono il destino di centinaia di milioni di persone senza alcuna legittimazione democratica).
Con questo mio articolo cercherò di rendere l’argomento “Euro” semplice e comprensibile a tutti, evitando – volutamente – tecnicismi, argomentazioni scientifiche ed eccessivi approfondimenti.
In soli 8 punti, e con un linguaggio molto semplice, cercherò di spiegare il perché questa moneta unica rappresenti un vile attentato al benessere dei popoli europei, e lo farò come se dovessi spiegarlo a mia figlia di un anno.


1) Uno Stato a moneta sovrana è il legittimo ed unico titolare della propria moneta, quindi crea e dispone liberamente della stessa sia per far fronte alle problematiche economico-sociali dei propri cittadini, sia per far fronte al proprio debito pubblico, il quale non costituisce mai un problema in quanto è lo Stato medesimo che genera quella stessa moneta occorrente a “pagare” il debito, quindi non deve chiederla in prestito a nessuno. Uno Stato a moneta sovrana genera moneta dal nulla! Ciò detto, la domanda nasce spontanea: come fa uno Stato a sovranità monetaria a creare moneta dal nulla? Semplice: pigiando il tasto di un computer del Ministero del Tesoro o della Banca Centrale. Costi per lo Stato? Zero!;

2) In uno Stato a moneta sovrana, la Banca Centrale (o il Ministero del Tesoro) funge da prestatrice di ultima istanza. Cosa significa “prestatrice di ultima istanza”? Significa che quando lo Stato deve onorare il proprio debito pubblico (rappresentato dal capitale investito dai cittadini nei Titoli di Stato, più gli interessi), non va a chiedere i soldi alla collettività (lo potrebbe fare, anzi lo fa, ma si ferma quando comprende che le tasse sono troppo alte e i cittadini/imprese potrebbero risentirne), ma “stampa moneta”, cioè si rende fattivamente e concretamente garante di quel debito senza “massacrare” i propri cittadini; in altre parole è lo Stato medesimo che “acquista” il proprio debito facendosi carico dello stesso. Costi per lo Stato? Zero! A tal proposito, tanto per essere chiari, il capitale relativo ai Titoli di Stato non viene mai realmente restituito dallo Stato all’investitore, e questo per due motivi molto semplici. Esempio: il cittadino X, nell’anno 0, acquista un Titolo di Stato a scadenza decennale di valore C, con un tasso di interesse allo T% (in pratica si tratta semplicemente di un pezzo di carta con su scritto “Titolo di Stato”) Bene. Trascorsi i dieci anni, X ha due possibilità: a) rinnovare il suo Titolo di Stato per altri dieci anni, quindi zero costi per lo Stato; b) decidere di richiedere allo Stato la restituzione del capitale investito dieci anni prima nel Titolo, più gli interessi maturati. In quest’ultimo caso, lo Stato cosa fa? Vende il Titolo di Stato di X ad un altro investitore, Y, e con il denaro con il quale Y paga quel Titolo (cioè investe i suoi soldi in quel Titolo), lo Stato restituisce il capitale all’investitore X. Costi per lo Stato? Zero! E gli interessi? Nessun problema: lo Stato a moneta sovrana li paga pigiando quello stesso tasto del computer che si trova al Ministero del Tesoro o alla Banca Centrale. In tal modo lo Stato crea, sì, debito, che però rappresenta ricchezza concreta per i cittadini e non costituisce alcun problema perché – e lo ribadisco – è lo Stato stesso che genera quella medesima moneta con la quale garantisce e “paga” quel debito;

3) Negli Stati a moneta sovrana le tasse NON servono a pagare gli ospedali, le scuole, gli stipendi dei dipendenti pubblici, le pensioni etc… negli Stati a moneta sovrana le tasse servono solo a non creare altro debito pubblico. Punto! Negli Stati che invece non godono di sovranità monetaria (i 19 Stati dell’Eurozona), le tasse servono (anche) per far fronte alla spesa pubblica, quindi per pagare gli stipendi dei dipendenti pubblici, gli ospedali, le scuole, le pensioni, i servizi pubblici essenziali etc… Se non si comprende questo concetto, non è possibile comprendere l’intera questione Euro;

4) Ciò premesso, tutti gli Stati dell’Eurozona quando devono pagare gli stipendi degli insegnanti, le pensioni, gli ospedali, i servizi pubblici, assumere nuovo personale etc (in pratica quando devono far fronte alla spesa pubblica), non disponendo di sovranità monetaria, vanno a cercarsi la moneta. Come? In due modi: a) tassando i cittadini fino al loro collasso, quindi introducendo nuove imposte e tasse o aumentando quelle già esistenti, introducendo sistemi giacobini di accertamento fiscale e di lotta all’evasione, quindi limitando l’uso del denaro contante, spiando i conti correnti dei cittadini e le loro spesucole quotidiane, e così via… b) chiedendola in prestito alle banche private, le quali, prima di prestarla allo Stato che ne fa richiesta, valutano con la lente di ingrandimento l’affidabilità dello Stato stesso a poterla restituire (con gli interessi), quindi fissano i tassi di interesse mettendoci in competizione con gli altri Stati (e qui si collocano le famigerate valutazioni delle Agenzie di rating che fanno tremare i Governi). Esempio: la differenza tra il tasso di interesse applicato alla Germania (ritenuta più affidabile) e quello applicato all’Italia (ritenuta meno affidabile) costituisce lo spread (o differenziale), cioè quell’entità “terroristica” in nome della quale l’UE ha sacrificato le democrazie di Grecia, Italia, Spagna etc… Bene, anzi male! Ciò fatto, una volta che lo Stato ha preso in prestito la moneta dalle banche private, dovrà successivamente a queste restituirla maggiorata dagli interessi. Ma se lo Stato non gode di sovranità monetaria, da dove la va a prendere la moneta (gravata dagli interessi) per poterla restituire alle banche private? La risposta è semplice: dai cittadini, quindi attraverso l’aumento delle tasse e delle imposte, tramite una lotta giacobina all’evasione fiscale nei confronti dei piccoli e non degli squali (quindi redditometro, spesometro, controllo sui c/c dei cittadini etc…), ponendo in essere tagli selvaggi allo stato sociale (quindi alle voci di spesa pubblica più delicate come le pensioni, l’università, la sanità, la giustizia etc…), attraverso l’innalzamento dell’età pensionabile e così via…;

5) In passato, durante i periodi di crisi, gli Stati a moneta sovrana “aggiustavano” i cambi tra la propria moneta e le monete degli altri Stati, cioè facevano leva sulla svalutazione monetaria. In questo modo, con una propria moneta svalutata, si verificava la conseguenza che i prezzi delle merci da esportare si abbassavano rispetto alle stesse merci prodotte all’estero, con il conseguente aumento delle esportazioni. Pertanto, se le aziende esportavano più prodotti perché più competitivi rispetto ai prodotti esteri, necessitavano di maggiore forza lavoro (più personale), quindi maggiore occupazione = maggiore numero di cittadini che percepiscono un reddito, quindi + consumi e + investimenti privati (vedesi Keynes). Oggi, con questa moneta unica, essendo stati fissati i tassi di cambio irrevocabili tra l’Euro e le monete nazionali degli Stati aderenti (i c.d. cambi fissi), gli Stati dell’Eurozona – per essere competitivi – non possono più far leva sulla svalutazione della moneta. Ciò detto, come fanno gli Stati della zona euro ad essere competitivi, non potendo far leva sulla svalutazione monetaria? La risposta è semplice: attraverso la svalutazione del lavoro, cioè tramite la riduzione dei salari e dell’occupazione a beneficio dell’abbassamento dei prezzi delle merci da esportare!;

6) Se negli Stati a moneta sovrana la Banca Centrale funge da prestatrice di ultima istanza, negli Stati della zona euro la BCE non svolge questa funzione, lasciando che siano i cittadini a “vestire i panni” di prestatori di ultima istanza. Ciò detto, che ruolo ha la BCE? E’ semplice: funge unicamente da guardiana della stabilità dei prezzi! Mentre la Banca Centrale di uno Stato a moneta sovrana garantisce integralmente il proprio debito pubblico senza alcun problema di default (e non potrebbe essere altrimenti come si è già visto), la BCE non garantisce nulla, infatti ciascuno Stato dell’Eurozona deve esso stesso garantire il proprio debito pubblico, senza disporre di sovranità monetaria! Come fa uno Stato che non dispone di sovranità monetaria a garantire (e pagare) il proprio debito pubblico? Semplice: tassando i cittadini fino alla loro totale spremitura, inasprendo oltremisura gli strumenti di accertamento fiscale nei confronti delle imprese, degli artigiani, dei piccoli commercianti e dei giovani professionisti, innalzando l’età pensionabile e riducendo la spesa pensionistica, riducendo le assunzioni nel pubblico impiego, tagliando le voci di spesa pubblica più sensibili quali la sanità, la giustizia, la scuola e così via… Una vera e propria pazzia, ma è così! In pratica, negli Stati dell’Eurozona, la funzione di prestatrice di ultima istanza non è esercitata da una Banca Centrale bensì dai cittadini. La BCE, nella sostanza, non è una vera e propria Banca Centrale!;

7) Con l’avvento dell’Euro, la moneta è generata (o stampata, se vi piace di più) dalla BCE, anzi, più precisamente dalle Banche Centrali di ciascuno Stato d’accordo con la BCE. A chi è destinata questa moneta? A ciascuno Stato (Governo) dell’Eurozona? Assolutamente no! Gli Stati della zona euro sono costretti a chiederla in prestito alle banche private (che stabiliscono i tassi di interesse a seconda dell’affidabilità dello Stato richiedente, mettendolo in competizione con gli altri Stati) e a queste debbono successivamente restituirla con gli interessi (vedesi i meccanismi di cui sopra);

8) Checos’è il QE (Quantitative Easing) che la BCE – quindi Mario Draghi – ha annunciato nel gennaio di quest’anno? Tradotto significa “alleggerimento quantitativo” del debito pubblico, cioè la BCE ha annunciato che provvederà ad “acquistare” (quindi a garantire) fette di debito pubblico di ciascuno Stato dell’Eurozona, liberando (solo in teoria) ciascuno Stato della zona euro di fette del proprio debito pubblico, quindi (sempre in teoria) ciascuno Stato avrà a disposizione maggiore liquidità per far fronte ai problemi socio-economici dei propri cittadini. Questo solo in teoria, infatti nella pratica le cose stanno molto diversamente: al fine di poter porre in essere la misura non convenzionale del QE, Draghi è dovuto scendere a compromessi accettando alcuni limiti imposti dalla Germania. In pratica, per dirla con parole semplici, di quelle fette di debito pubblico di cui ciascuno Stato sarà “alleggerito” grazie al QE, solo il 20% sarà garantito dalla BCE, mentre il restante 80% dovrà essere garantito dalle Banche Centrali (che Centrali non sono) di ciascuno Stato dell’Eurozona. A questo punto la domanda è d’obbligo: come farà ogni Banca Centrale di ciascuno Stato a garantire l’80% di quella fetta di debito pubblico (che come abbiamo visto è solo virtualmente alleggerita) se non dispone di sovranità monetaria? La risposta è talmente semplice che la lascio al lettore. Bisogna tuttavia ammettere che il QE, anche dopo essere stato semplicemente annunciato, ha iniziato a produrre l’effetto positivo di una svalutazione competitiva dell’Euro nei confronti del dollaro, ma è un effetto che non risolverà affatto i problemi degli Stati dell’Eurozona, i quali, soffocati in ogni caso dai vincoli forcaioli e dai parametri capestro dettati dai Trattati dell’UE (vedesi ad esempio Trattato di Maastricht e Fiscal Compact), oltre che da una moneta “straniera” che devono continuare a chiedere in prestito alle banche private e restituirla gravata dagli interessi, saranno destinati al default, oppure, nella migliore delle ipotesi, alla distruzione dello stato sociale, del benessere collettivo e – soprattutto – della democrazia costituzionale e del lavoro.

***

Ciò detto, nonostante l’eccessiva semplicità con cui ho affrontato l’argomento, nutro il fondato timore che ci possa essere qualcuno che farà finta di non aver capito. A tal proposito, riporto qui di seguito un frammento di un discorso di centocinquanta anni fa dell’ex Presidente degli Stati Uniti d’America Abraham Lincoln: “Il Governo non ha necessità né deve prendere a prestito capitale pagando interessi come mezzo per finanziare lavori governativi ed imprese pubbliche. Il Governo deve creare, emettere e far circolare tutta la valuta ed il credito necessari per soddisfare il potere di spesa del Governo ed il potere d’acquisto dei consumatori. Il privilegio di creare ed emettere moneta non è solamente una prerogativa suprema del Governo, ma rappresenta anche la maggiore opportunità creativa del Governo stesso. La moneta cesserà di essere la padrona e diventerà la serva dell’umanità. La democrazia diventerà superiore al potere dei soldi”. Queste parole furono pronunciate da Lincoln nel 1865. Quello stesso anno venne assassinato.

Tutto ciò premesso, voglio proprio vedere se c’è ancora qualcuno che mi scrive dicendomi che questo Euro è irreversibile! Sono altresì curioso di vedere se qualche ostinato difensore della moneta unica continua a dire che l’Euro è stata una conquista per l’Europa, per la democrazia e per il benessere dei popoli!

Chiedo scusa al lettore perché mi rendo conto – in merito all’argomento sinora trattato – sia di aver sensibilmente sacrificato gli aspetti tecnici e scientifici, sia di aver utilizzato un linguaggio molto semplice e diretto, ma quanto scritto fin qui è frutto delle mie ricerche e delle mie pubblicazioni degli ultimi due anni. Per chi volesse approfondire l’argomento o avere un riscontro scientifico a quanto sinora premesso, potrà consultare il mio ultimo libro intitolato: “Il Male Assoluto […]” – Editrice GDS, ottobre 2014 (nuova edizione febbraio 2015).





Molti economisti specie americani ci hanno detto allora guardate che non ci riuscirete, non vi funzionerà, se vi succede qualche problema che magari investe uno solo dei vostri paesi non avrete gli strumenti centrali che per esempio noi negli Stati Uniti abbiamo: che può intervenire il governo centrale, riequilibrare con la finanza nazionale le difficoltà delle finanze locali. la vostra banca centrale se non è la banca centrale di uno stato non può assolvere alla stessa funzione a cui assolve la banca centrale di uno stato, che quando lo stato lo decide diventa il pagatore senza limiti di ultima istanza.
In realtà noi non abbiamo voluto credere a questi argomenti, abbiamo avuto fiducia nella nostra capacità di autocoordinarci, abbiamo addirittura stabilito dei vincoli nei nostri trattati che impedissero addirittura di aiutare chi era in difficoltà e abbiamo previsto che l'Unione Europea non assuma la responsabilità degli impegni degli stati, che la banca centrale non possa comprare direttamente i titoli pubblici dei singoli stati, che non ci possano essere facilitazioni creditizio finanziarie per i singoli stati, insomma moneta unica dell'eurozona ma ciascuno deve essere in grado di provvedere a se stesso.

Era davvero difficile che funzionasse e ne abbiamo visto tutti i problemi.



Insomma abbiamo avuto al potere dei pazzi criminali che hanno giocato con le vite di milioni di persone portando avanti un esperimento insensato e crudele fallito in partenza, sapendo perfettamente che era una scommessa persa.



Qualcuno sa il reddito di costui?