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mercoledì 1 aprile 2015

Il mio viaggio nella neosocietà....

P€RCH€’ €’ SUCC€SSO??






Si racconta in famiglia, che dal nonno paterno, abile artigiano di calzature affermatosi negli anni subito dopo la seconda guerra mondiale, un giorno entrò un fraticiello che arrivava dalla lontana Puglia, questi commissionò un paio di zoccoli “speciali” per Padre Pio.
Questa “storia” è stata parte integrante del mio orgoglio nell’accogliere come missione il lavoro iniziato dal nonno, poi trasformato in una fiorente attività commerciale da mio padre.
Cosi fù , nel 1983 , che con solo nel dna un eredità commerciale che durava da due generazioni, incominciai a muovere i primi passi, per arrivare a dirigere l’azienda di famiglia con affianco mio fratello e mio padre. Per una trentina d’anni questo è stato il mio ruolo nella società, cootitolare di una media impresa privata con alla dipendenze, negli anni di maggiore espansione, di una decina di dipendenti.
L’orgoglio di proseguire nell’attività di famiglia e con l’ambizione di far parte di una filiera, del "made in Italy", la migliore nel mondo, mi spinse a concentrare i miei sforzi finanziari, nella distribuzione di calzature made in Italy , portando avanti concetti di artigianalità , qualità, tecnologia e maestranza. Le dinamiche dei prezzi, avendo come priorità l’ottima fattura, chiaramente, ci posizionavano in una fascia medio alta e, in un momento espansivo prima e con un motore ben oliato poi, il mercato interno, ricettivo, ci permise di espandere la clientela. In quegli anni, sino alla fine del 1990 circa, abbiamo “beneficiato” di politiche espansive del credito al consumo, le banche immettevano a prestito moneta e c’era una massa monetaria atta a sostenere il nostro mercato interno. Tutto questo per far capire con quanto orgoglio e passione distribuivamo i pregiati prodotti made in Italy, con un ritorno di utile... che poi ...veniva delapidato dallo Stato tramite chemio-tassazione‼️...
Fin qui tutto bene... anche se qualche avvisaglio di “crisi”, si era fatto sentire  durante lapermanenza dell’Italia nello SME , e che "poteva" ben insospettire gli operatori del settore, comunque  tramite la flessibilità ritrovata, il paese fece le sue correzioni, e dall’uscita forzosa dallo SME  fino ad arrivare al brillante capodanno €urista, l'economia del paese resse, e il volano produttivo commerciale continuò il suo moto ...(non perpetuo...purtroppo.)
L’€uforia €urista portò fatturati record nell’anno del battesimo monetario, ma la sensazione che qualcosa non funzionasse a dovere si era già fatta preoccupazione; il popolo, con una nuova moneta nel portafoglio, esaltato anche dal “fogno” €uropeo, felice degli “abbattimenti” doganali, supportato da dichiarazioni politiche di "grandi auspici per il paese" e garantito in sicurezza, era intrappolato nell’idea che potessero nascere gli Stati Uniti d’Europa e, fidandosi dei governanti continuava a crederci sempre di più ma, nel frattempo si indebitava per mantenere il suo status quo. Un conto è il sogno e un conto è l’incubo a cui siamo andati incontro❗️... Nell' anno 2007 scoppia la "bomba atomica finanziaria" della Lehman Brothers , l’onda d’urto arriva fino in Cina, l’occidente con una nuova moneta e trattati capestro si trova a dover combattere (senza armi, come da Trattati!) con uno dei fallimenti più grandi della storia, tanto da provocare nel nostro paese una stretta del credito inaudita❗️
Quindi, credito al consumo azzerato, imposizione fiscale chemio-terapica (in piú il "mio" settore  ha visto crescere “solo” l’iva in 20 anni del 250% circa), costi amministrativi, costi di consulenza, limitazioni bancarie e di liquidità ... Tutto aumentò e grazie al cambio fisso adottato con l’€ , i prodotti italiani con il nuovo “listino prezzi” cominciarono a costare troppo sia per l’esportazione che per il mercato interno. Il mio orgoglioso commercio delle maestranze made in Italy cominciava a scricchiolare e la fila interminabile di clienti passati nel mio ufficio, in lacrime perché non avevano più ne denaro, ne chi potesse finanziarli (le banche tramite ridicole analisi di bilancio di clienti con trentennale rapporto fiduciario, toglievano fidi e tagliavano finanziamenti), fece si che un esaurimento nervoso, per la disperata "stretta" cretidizia di tutta la filiera (banche e di riflesso dei fornitori),  mi portò alla decisione di deliberare da un Notaio la messa in liquidazione della nostra PMI di famiglia.
Qui finisce la mia esperienza imprenditoriale.... Ed è un lutto perdere una PMI con un know  how centenario con responsabilità sul futuro dei tuoi dipendenti e la preoccupazione di "reinventarsi" ...
Non mi do pace e devo capire, devo andare più a fondo, capire perché e come è successo.

Lavora lavora, predicavano i "popolitik"  degli anni 90, che con la cultura non si mangia...

Ho perso l’azienda di famiglia, il mio posto nella società, lavorando per quasi 30 anni a testa bassa per  13 ore al giorno...
Ora sono affamato di risposte e solo una cosa potrà sfamarmi; la cultura.

Ho chiaramente più tempo di prima e così comincio il mio percorso per arrivare alla "verità".  Mah!!...Alla fine è stato come prendere la pillola “giusta” di Matrix e vedere come stanno andando veramente le cose ...non mi piacerà!
Dopo aver “mangiato” libri di storia dell’economia, approfondito il neo-liberismo importato dagli USA, aver compreso la distinzione tra economia  ortodossa e eterodossa, studiato il pensiero Keynesiano e il suo acerrimo nemico Frederich Von Hayek , analizzato gli shock economici mondiali con l’illuminante libro di Thomas Piketty “il capitale nel xxi secolo”, fino ad arrivare alle pubblicazioni dei giorni nostri di Alberto Bagnai Prof. Di Economia autore di “Il tramonto dell’€ e "L’Italia può farcela" (qui il blog) e di Giuseppe Palma autore de “Il male assoluto”(qui il libro) trovato grazie ad una critica “bonaria” di Paolo Barnard (giornalista freelance autore de (qui il blog)“Il più grande crimine"), insomma le domande che mi ponevo erano: perché le banche hanno cominciato il "giochino perverso" del "rientro"? Perché stanno soffocando le PMI? Perché tutta questa de-industrializzazione indotta? Perché siamo costretti a subire questa incontrollata immigrazione? Perché non mi sento più rappresentato politicamente?  Ma... soprattutto perché non c’è più lo Stato? "...e nel mentre perdevo l'azienda sentivo consumarsi come una candela anche la democrazia..."Per arrivare ad urlare alla gente accecata che Democrazia ed economia sono inscindibili ...é scritto!!...".
Eh!! Si ...scellerati "poppolitik" al governo e tecnocrati "travestiti" da salvatori della patria, hanno dapprima approvato
il “divorzio” tra la Banca d’Italia e il Ministero del Tesoro, firmando Trattati,  infilandoci nella trappola dell’€ ,  hanno poi inserito in Costituzione il “pareggio di bilancio” (la Germaia NO!) , tutto questo in una cornice di globalizzazione mondiale che pare a questo punto non più  sostenibile anzi... piuttosto  tutto questo, ci fotterà il futuro. Una riflessione storica é doverosa, perché, il livello della discussione politica, avutasi in Italia prima dell'entrata del paese nello SME, (seppure "invano", ai fini decisionali), era infinitamente più elevata di quello attuale. 
Anche ammesso che la ancor più rigida "censura" (ideologico-terroristica) attuale sia superabile in sede parlamentare-istituzionale, oggi non ci sarebbe più nessuno in grado di svolgere una requisitoria di quel valore politico-scientifico (diceva Spaventa, allora: "si ritiene che l’edificazione del sistema monetario rappresenti il primo sussulto dell’idea europea dopo anni di letargo; l’occasione non può e non deve essere persa...Obiettare a questo argomento è pericoloso - si badi - perché si rischia di essere marchiati di antieuropeismo, si rischia di essere marchiati come nazionalisti, come retrogradi, perché esiste anche una sorta di terrorismo ideologico europeistico...(qui gli atti a testimonianza delle lotte parlamentari dell'epoca)
Si proprio di trappola (terroristica) si tratta e in più, "qualcuno" ha ben pensato di costruirla mentendoci.
Oggi sono considerato un “idiota” perché anti-europeista , quando provo a spiegare che cosa è veramente l’€ e come viene usato non mi ascoltano e prevale quella dottrina economica ortodossa che accieca il mio interlocutore e lo porta a credere a menzogne... 
Oggi   sono   sicuro   di   chi   siano   veramente   gli   idioti. 
Gli "idioti" sono quelli che credono che l'€ sia una moneta e non un mezzo politico, usato nel peggiore dei modi. Chiaro che tenersi l'€ RISOLVE I PROBLEMI DI SPERPERO di denaro pubblico, e già che ci siamo risolve anche la CORRUZIONE e da quando c'è l'€ è risolta la problematica dell'ELUSIONE ...senza dimenticare che le RIFORME non risolveranno questi problemi!! Solo la spesa dello stato si può ridurre con il "progetto in corso" se lo Stato privatizza, non ha più PA da mantenere, considerate però che la nostra Costituzione dice qualcosa di molto diverso rispetto quello che ci chiede l'€UROPA. Gli idioti sono quelli che si sentono colpevolizzati dal debito pubblico (partita doppia se da una parte c'è -1000 dall'altra c'è + 1000 ) cioè la spesa dello Stato è il reddito di qualcun altro, è scritto sulla costituzione, E NON HANNO CAPITO L'inganno del 1981. Gli idioti sono quelli che credono che l'inflazione dipenda dalla massa monetaria. Gli idioti sono quelli che credono che si farà un "€u federale "  ...(voglio proprio vedere se i tedeschi redistribuiscono il surplus accumulato, come una "Federazione imporrebbe"). Gli idioti sono quelli che non sanno che la BCE è una SpA e che le quote di maggioranza sono della GE. Gli idioti sono gli stessi auto-razzisti che non vedono negli italiani le capacità gestionali per tornare il 4° paese in €U e 7° nel mondo. Gli idioti stanno guardando striscia la notizia, report ecc ecc, compreso quello schifo di FB (the big brother) che serve tra l' atro  per guardare i c....i degli altri, spiando dal buco della serratura. E la Cina??? Che fa concorrenza ai paesi UEM ??  Povera Svizzera sovrana!! Come farà a restare nel Mondo così piccolina? Forse ha capito il Governatore della SNB che il cambio fisso è una TROIATA, infatti ha sganciato (aveva fatto un patto non un Trattato) ,per salvare la sua economia..."NON SI PUO ACCONTENTARE TUTTI  cari",   gli  esportatori  svizzeri si  INCAZZANO  ma  la  rivalutazione  aiuta  gli  importatori poi  il  mercato   si riequilibria  DEMOCRATICAMENTE (e qui lo spiego )
Scusate lo "sfogo" ma, questo indica due  questioni sostanziali , la prima,più attuale, cioè che la "gggentee" ha creduto solo a bugie dette da economisti ordodossi al soldo del Capitale, di tecnocrati al governo nominati e non eletti , politicanti pop inconsapevoli(?) "bugiardi" e il manistream massmediatico spinnato in atto, continua ad accecare il popolo inducendolo con un bilsinguaggio orwelliano a chiedere il disfacimento dello Stato(per abbassare le tasse) che già non c’è più!! Sono anni ormai che i tg nazionali ci prefigurano scenari economici confortanti  di  anno in  anno,  ma la  ripresa?      ...Non arriva...  e i fallimenti nel nostro paese  lo   testimoniano,   come  la  crescita    zero  e   i   consumi    al   ribasso  (deflazione) ,  ormai  già  da qualche anno.   La seconda   questione  è  storica,  il popolo  non  ne è consapevole.....e la   spiega   bene  l'autore  del  blog  Orizzonte48:
"Quando si rinunciò a Bretton Woods ( le teorie keynesane furono sepolte) e  poi, negli anni successivi, si manifestò la stagflazione da prezzi petroliferi (anni 70), si verificò la rivincita dei neo-classici (sconfitti nel post crisi del '29). 

Si affermò la liberalizzazione dei capitali per farli andare a caccia dei rendimenti più alti in giro per il mondo e non sottostare a interessi reali negativi in patria. In Europa, in concomitanza, per sottrarli, al tempo stesso, al rischio dei cambi....da un lato si incentivarono accordi di cambio fisso "di area" (lo SME) dall'altro, si stabilì la dottrina delle banche centrali indipendenti:, già teorizzata dal "monetarismo", e dai nuovi macroeconomisti classici, e "importata" dagli USA.
Questa da sola non significherebbe molto se simultaneamente non avesse implicato la rinuncia-divieto al finanziamento del deficit pubblico via emissione di liquidità.
Ciò fu reso istituzionalmente possibile dal riaffermarsi della "teoria quantitativa della moneta", che ipotizza la (totalmente indimostrata) relazione tra quantità di moneta circolante (e ipoteticamente "controllata" dalle BC) e livello dei prezzi. 
Lo Stato deve perciò evitare ogni sostegno al reddito e all'occupazione in modo da non ritardare o alterare questo aggiustamento basato sulla perfetta elasticità di salari e prezzi (verso il basso, of course). End of democracy, che si basa sul fatto che le Costituzioni impongono, dopo la IIWW, invece, il sostegno al reddito e al lavoro (mediante tutele che vanno dalla stabilità, al salario equo, alle pensioni e all'assistenza sanitaria). Ed anzi, il fiscal compact accelera il processo...nella assoluta assenza di tutela del lavoro e PROGRAMMANDO LA TOTALE IMPOSSIBILITA' DI RISPARMIO DELLA FAMIGLIE (che il pakt induce ad azzerare o a rendere negativo per tutti i paesi debitori UEM e per almeno 20 anni).

Per farla breve: qualunque pallida possibilità di recupero del benessere democratico=CRESCITA CHE NON PASSI PER UNA CRESCENTE E FORTISSIMA CONCENTRAZIONE DEI REDDITI E DELLA RICCHEZZA -in una crescita necessariamente debole, perchè quella più forte vivifica l'occupazione e, quindi, le istanze redistributive-, può solo passare per l'abolizione di questi meccanismi dei trattati.

Altre vie non ce ne sono. CHI (questi meccanismi) NON LI HA CAPITI, O COMUNQUE NON NE PARLA, SEMPLICEMENTE SI DISINTERESSA DELLA DEMOCRAZIA.Lo Stato NON è un'azienda, è una famiglia che "dovrebbe" seguire le linee guida della nostra Costituzione, quella che oggi conosciamo e dovremmo amare.

Il paese ha già il motore fuso!!... Gli industriali finanziati dai risparmi dei cittadini con la Cassa Depositi e Prestiti hanno delocalizzato... OK!!?? Questi ultimi sono stati finanziati e hanno socializzato i costi della cassa integrazione, la Sanità pubblica non essendo finanziata, non garantirà più servizi essenziali:


Fondazione Angelini 
avete letto sino a che punto siamo arrivati!!
mi sa che ve lo riporto così leggete meglio, cito testualmente quanto riportato: " Con l'invecchiamento della popolazione, il calo della natalità, l'introduzione di nuove e più sofisticate tecniche di screening e i progressi nella lotta ai tumori che trasformano in molti casi la malattia da mortale a cronica siamo DESTINATI ormai ad uno STOCK progressivamente più elevato di utenti del SERVIZIO SANITARIO che mette a SERIO RISCHIO le possibilità di MANTENERE le CONQUISTE e le qualità del WELFARE SANITARIO IN ITALIA. Diventa pertanto prioritario IDENTIFICARE i fattori più importanti che aumentino la qualità della salute favorendo la crescita dell'aspettativa di vita e di quella della piena salute. E' questo l'obiettivo del rapporto Angelini che presenterà i risultati di analisci ECONOMETRICHE SU UN CAMPIONE RAPPRESENTATIVO A LIVELLO EUROPEO concentrando la propria attenzione sull'effetto di stili di vita, istruzione, partecipazione sociale ed effetti paese legati all'efficacia dei sistemi sanitari nazionali su una vasta gamma di indicatori soggettivi e oggettivi di salute e funzionalità. I risultati presentati includeranno la quantificazione dell'impatto dei principali fattori su benessere soggettivo calcolato in termini MONETARI e sui RISPARMI per gli individui e per i sistemi sanitari nazionali e verranno discussi nella tavola rotonda da una panel di rappresentanti delle ISTITUZIONI".
Come dire non ce n'è più per nessuno⁉️ "

 ...e il Governo continua a fare la partita sporca, puntando il dito sui lavoratori ed ordendo un cuneo fiscale al contrario... avremo un futuro di DEMANSIONAMENTO epocale causa crisi e jobs act , http://sopravviverenelxxisecolo.blogspot.it/2015/01/ecco-cosa-non-cela-il-jobs-act-e-lart.html con conseguente abbassamenti di salari e dei prezzi, ricordiamoci che l'€ é una moneta che gli Stati dell’eurozona devono chiedere in prestito per finanziarsi (servizi,PA, sicurezza, scuola ecc)alle banche private e alle quali devono successivamente e concretamente restituire, gravata di interessi, andandola a scippare ai cittadini attraverso sistemi giacobini di accertamento fiscale (il grande fratello Orwelliano é già pronto❗️), così facendo andremo ad aggravare la deflazione in corso, provocando una spirale verso il basso che, altro non è che un salto nel BUIO.

Oggi la DEMOCRAZIA pende dalle labbra di un rappresentante di ESSI che con promesse (bugie), legate a tecnicismi  non   usuali   al   pubblico    meno    istruito,   di   espansione   monetaria   il  “ Quantitative  easing “,l'alleggerimento quantitativo, che altro non è che un boomerang (http://sopravviverenelxxisecolo.blogspot.it/2015/01/q-dello-zombi-draghi.html).

Oggi la DEMOCRAZIA è soffocata da un vincolo esterno che ci fa importare povertà, costringe i parlamenti  nazionali già desautorati ha praticare l’austerity e ha prelevare sempre più tasse ed indurre sempre più povertà. Cazzo bel sogno quello europeo, abbiamo fatto proprio progressi nell’integrazione dei popoli egemoni occidentali... Siamo sotto Shock economico indotto, sotto shock terroristico (indotto), perché così è più facile farci accettare nuove “regole”❗️
 Stanno attaccando la nostra Costituzione perché ultimo baluardo democratico in U€, ma, come possiamo definirci liberi in un mercato quasi completamente “privatizzato” e “oligopolista”? Le Corporate controllano, ormai, ogni aspetto della nostra vita e le regole ordo-liberiste imposte dal vincolo esterno faranno piegare la società su se stessa.
Non dobbiamo scordarci che se di oligolpolio si parla, la BCE (oligopolista monetaria) è l’indegna rappresentante di questa sciagurata  "costituzione economia €uropea".
In Italia ora...
"Le riforme costituzionali andranno avanti, a prescindere da qualsiasi neo-assetto determinato dalle fantasiose analisi dietrologiche sul "modo" in cui è stato eletto il neo Presidente Mattarella.
"Ma questo per l'inerzia inarrestabile di chi ormai non ha più la possibilità di tornare indietro sull'idea che esse significhino "fare presto" nel tagliare la spesa pubblica, cioè il welfare (...cioè il sostegno di ultima istanza alla domanda di chi non è ancora disoccupato, ma così lo diverrà presto).
Così come andranno avanti - e lo stiamo vedendo- le privatizzazioni(link libro bianco)che privano definitivamente l'Italia del controllo delle residue filiere strategiche indispensabili per provare almeno a rilanciare in modo strutturale (e non soltanto deflattivo competitivo) la nostra economia ormai quasi-coloniale.

La lotta alla corruzione andrà avanti, cioè si straparlerà di uomini-personaggio, indecisi a tutto e alquanto nel pallone di fronte ad una realtà (per loro) incontrollabile, che affrontano eroicamente, a mani nude, mafie-cricche e altri animali che andrebbero combattuti con tutto meno che con quello che si ostinano a proporre (e che neppure riescono a realizzare, per quanto vano). "
Nel percorso “culturale” che tanto mi affamava mi imbatto nell’autore delle parole qui sopra sottolineate, di un libro e poi nel suo già citato blog” Orizzonte48 “, il Presidente Luciano Barra Caracciolo ( http://orizzonte48.blogspot.it ) che mi apre gli occhi sull’incostituzionalità dei Trattati di Maastricht e Lisbona e di come ESSI si ergono a controllori di questa neo-società; Euro e (o) democrazia costituzionale è il titolo, un viaggio storico, giuridico e tecnico della convivenza impossibile tra la nostra Costituzione e i trattati europei.

Alla base di tutta la questione quindi, l’instabilità finanziaria U€, le €uroassimetrie commerciali, l’€urofanatismo anti-italiano, e i Trattati anticostituzionali Ordo-liberisti... Ora tutto ciò dovrebbe emergere ed essere di  consapevolezza delle masse, ma purtroppo NON è così!!
 Un’intera classe politica di governo si è impegnata a nascondere la verità sul “demenziale” assetto, contrario agli interessi economici e democratici di un intero paese anestetizzato.

Oggi sono contestato dalla "gggentee" perché non vedono nella moneta, collocata nell’area valutaria ottimale (AVO), il NON senso economico razionale... Questo lo si realizza solo se esiste un assoluta convergenza dei paesi membri. Al contrario, come già stà accadendo, sarà DANNOSA perché esigendo forti trasferimenti COMPENSATIVI, condurrà a forti tensioni interne nell’area stessa, fino a sollevare ostilità di una parte della comunità sociale coinvolta, verso l’altra.

Quello che provo a spiegare è che il gioco a cui ci costringe il vincolo esterno, cioe divenire esportatori per definizione, è un gioco a saldo zero, (che caratterizza proprio l’area AVO),  che va a deprimere la quota salari del paese coinvolto e quindi la sua domanda aggregata (PIL) e se tutti i 27 paesi membri devono esportare per far crescere la propria economia e il proprio surplus, chi importa?  Questo porterà a conflitti sociali e territoriali, perché in futuri scenari economici di “crisi”, non verranno più combattute, lasciando la correzione al sacrificio del solo fattore “lavoro” e che non ricada più sul capitale.

Il Professorone Bocconiano Monti, insegna: ...“un giorno ci saranno delle crisi...”

"E questi profeti del paradosso, allora avrebbero reclamato “mano libera”, “tecnocratica”,“indipendente” e “incontestabile” per RIDISEGNARE TEOLOGICAMENTE la SOCIETÁ €uropea".


Evidentemente però, come affermava Antonio Gramsci «la storia insegna ma non ha scolari», visto che quella descritta è la situazione italiana post adesione all'Euro, sembra che ci troviamo a metà degli anni 20', in pieno regime fascista: "il 18 agosto del 1926 allorquando in un discorso tenuto a Pesaro, Benito Mussolini, annunciò per la Lira una politica di rivalutazione nei confronti della Sterlina, la valuta mondiale di riferimento a quel tempo."... Interessantissima la lettura che inquadra "economicamente" il fascismo (che fu reazione) e, che molti, troppi purtroppo, "rimpiangono" non capendo di esserci, già dentro...











I am
and I love Europe, not €urop€


buona vita amici ;-)


mercoledì 25 febbraio 2015

Orizzonte48: COME FUNZIONA IL DEMANSIONAMENTO DEFLATTIVO


ANTICIPAZIONI DEL DEMANSIONAMENTO ...IN ATTESA DEGLI EFF€TTI DEL JOBS ACT!!




Domande e risposte dal blog:

Orizzonte48: COME FUNZIONA IL DEMANSIONAMENTO DEFLATTIVO (sullo...: PREMESSA- Come di consueto, "a futura memoria", e per vostra, (e anche mia), maggior comodità di "ritrovamento" in...


   in effetti di anticipazioni ne abbiamo infinite...
        
         Sto monitorando con un amico che lavora in Auchan il demansionamento in atto già da qualche mese, con i dati che mi porta, abbiamo calcolato che mediamente lo stipendio è calato di ben 200 € AL MESE ,(chi stava alla cassa ora taglia il prosciutto), ora non tutti hanno avuto questo trattamento, anche se mi conferma che i quadri in "uscita" non vengono più rimpiazzati, all'amico in questione NON hanno ridotto il salario ma, gli hanno affibbiato una mansione con più responsabilità (senza contare che gli hanno spostato l'orario diurno di lavoro dalle 3 di notte alle 9 del mattino, per 3 GIORNI alla settimana), quindi demansionamento al contrario.
        
         Nella saletta dipendenti del'Iper in questione c'è un avviso in bella evidenza che invita tutti i dipendenti: "dare la MASSIMA disponibilità ai Capi Reparto per EVITARE IL PEGGIORAMENTO DELLA SITUAZIONE a causa delle EVIDENTI DIFFICOLTÀ' DI BILANCIO, in attesa dell'incontro sindacale con l'azienda (se se aspetta e spera!)
        
         Giusto per fare eco anche su questo blog (il migliore per capire...) mi ha confidato che AUCHAN sta VENDENDO prodotti alimentari scaduti cambiando L'ETICHETTA DELLA SCADENZA (roba da denunzia ...ma nessuno si muove).
        
        
         Continuando le mie "indagini", essendo per il mio "STATO" di (ex)imprenditore in CONCORDATO preventivo (già omologato), sono in contatto con COMMISSARIO GIUDIZIALE, LIQUIDATORE GIUDIZIALE, NOTAI e PROFESSIONISTI vari, questi confermano quanto sta succedendo, (parole loro "stanno distruggendo il paese" anche se loro ci guadagnano), anche se secondo me non sono ben coscienti (o disposti a capire ) del "v€ro" problema, in ogni caso si difendono demansionando e licenziando i propri dipendenti
         ... ieri una segretaria, di mia conoscenza, di un notaio (tra i più "grossi" nella mia zona) mi ha confidato che il 60% delle impiegate è stata licenziata e che i rimanenti lavoratori sono impiegati solo per 5 ore giornaliere...
        
         Il "quadro" della situazione, mi appare molto più grave di quanto la gggente percepisca veramente perché, a parte esser "qui", confrontandomi con Commissario e Liquidatore (sono riuscito fortunatamente a farmi, capire e "voler bene"), mi raccontano di situazioni ormai "IMBARAZZANTI" perché si rendono conto che anche imprenditori "meritevoli" di omologazione non hanno possibilità di "salvarsi" e quindi inesorabilmente fallire, perché sebbene il valore dei cespiti, automezzi, e rimanenze finali riescano a sostenere i piani di rientro atti all'omologa concordataria, NON CI SONO POSSIBILITÀ di VENDERE tali beni perché non c'è più NESSUNO che li compra.
        
        
         A questo punto giusto per "rincarare" la "dose" della gravità di questi fatti è doveroso far sapere la la zona "DOC" di tanta "amarezza"... BERGAMO il (fu) fiore all'occhiello dell'economia Lombarda
        
         Scusa ma mi sento meggiogiornificato e anche un po' "incazzato"... GRAZIE al + €uropa!!
        
         ...strano ma, adesso che "so di essere un pig" mi interessa quanto sostiene Salvini in patria e Marie "all'estero".
        
         A questo punto la traduzione "giusta" dovrebbe essere: PIGS = NAZIONALISTI.
        
         grazie ;-)
    
                  Quarantotto25 febbraio 2015 12:24


          Bravo...
                  Il demansionamento, come si arguisce dai fatti (credo imponentemente diffusi) che evidenzi, si fa sul "posto" (l'ex quadro sostituito dal dipendente di livello inferiore il cui trattamento rimane inalterato) anzichè sul singolo dipendente.
                  Per quest'ultimo, i modi di "deflazionarlo" sono molteplici:
                  a) riduzione di orario (part-time "obbligatorio") e/o assorbimenti di trattamenti straordinari nell'orario ex ordinario, mediante "ordini di servizio" (a cui non c'è modo di opporsi se non si vuole essere licenziati tout-court);
                  b) aumento di prestazioni orarie e del loro livello, a parità di trattamento-inquadramento (l'altro versante della medaglia del "quadro" che non viene sostituito una volta eliminato);
                  c) disdetta generalizzata di contrallo collettivo (o non rinnovo a oltranza), sotto la minaccia di un ormai inoppugnabile e irreversibile licenziamento collettivo;
                  d) per le imprese maggiori, che ne hanno i requisiti, accesso aziendale, - complessivo o per unità produttive spesso corrispondenti a società "controllate" create ad arte-, ai vari ammortizzatori sociali (CIGS, in scadenza di rifinanziamento, contratti di soldiarietà, altamente deflattivi dei trattamenti). Questi ammortizzatori spostano (in larga parte) sulla spesa pubblica, e sulla corrispondente tassazione a carico di tutti, il costo transitorio dei minori livelli retributivi, cioè in attesa di trasformare la situazione in chiusure-delocalizzazione-disoccupazione "ufficiale", ovvero in reinquadramenti dell'intero personale aziendale.
                 
                  Certo che poi, per chi si fosse trovato, e si trova, a fare l'imprenditore sulla domanda interna, il crollo deflattivo generale, rende la situazione più che disperata: esiziale direi.
                  Gli assets patrimoniali che avrebbero "garantito" i creditori non possono che perdere di valore, fino a deprezzamenti che non hanno certo finito di manifestarsi nella loro "geometrica potenza".
                 
                  Tutto questo significa DEINDUSTRIALIZZAZIONE e corrispondente destrutturazione irreversibile della democrazia costituzionale (rinvio al post su Rodrik e Chang).
                 
                  E rammento che il sistema delle PMI sorge e prospera sull'ancoraggio al territorio del modello della GRANDE INDUSTRIA PUBBLICA, in violento corso di DISMISSIONE (cioè la deindustrializzazione più intensa e più €uropea che si manifesta col vincolo esterno da oltre 20 anni).
                  L'indotto, diretto o indiretto, della grande impresa pubblica sul territorio, CORRISPONDE AL MODELLO COSTITUZIONALE. Cioè al legame tra artt.41, 45 e 47 Cost.
                 
                  SPERO VIVAMENTE CHE SALVINI, NELLA SUA "LUNGA MARCIA" POSSA COMPRENDERE QUESTO ASPETTO FONDAMENTALE.
                  Se ne gioverebbe l'Italia tutta, senza esclusioni...



                  
Rispondi

         



         
Roby Bury25 febbraio 2015 10:02
...in tutta sincerità: il Legislatore con il Concordato mi ha "aiutato" (ma mi è anche costato) a tirarmi fuori dal "fango" ma, l'intento perseguito dallo "stesso" è quello di spingere a rimettersi "in carreggiata"... IO PERÓ L'IMPRENDITORE NON VOGLIO PIÚ FARLO. :(
        
         (*stiamo distruggendo (senza volontà di farlo) il paese!!)
        

                  L'anagramma di RITMO in bocca a Renzi fa PAURA.


Ciao Quarantotto, vorrei fare alcune semplici riflessioni sulla produttività, sul lavoro e sul rapporto Lavoro/capitale. Questi miei pensieri di sicuro poco orginali non provengono da particolari studi, ma solo da una piccola esperienza personale.
Proviamo a immaginare quello che diceva un piccolo imprenditore/artigiano negli anni 70/80 e di cosa si lamentava." Io assumo un giovane uscito dalle professionali, lo formo, gli insegno un lavoro, perdo il mio tempo e quando questo è produttivo ( mi fa guadagnare) se ne va in una azienda più grande, la quale trarrà beneficio ( economico) di quello che gli ho insegnato io."
Da questo banale pensiero possiamo estrarre alcune considerazioni economiche.

1) il piccolo imprenditore non si lamentava del costo del lavoro
2) Era consapevole che la produttività di un agente lavorativo aumentava con il tempo e quindi se lo stabilizzava (lavoro a tempo indeterminato)
3) che il suo guadagno lo realizzava, non comprimendo il costo del lavoro, ma dalla produttività del lavoratore, la quale aumentava con l'esperienza, ed aveva un valore sia materiale, ma anche immateriale, veniva trasmessa agli altri lavoratori meno esperti.
4) Il lavoratore preferiva l'Azienda grande rispetto alla piccola unità, perchè meglio retribuito, più tutelato e meno stressato.

Scusa se viene fuori il mio lato popolano, "ma l'imprenditore che non sa far di conto, perchè se sapesse far di conto non farebbe l'imprenditore" ( definizione data da un imprenditore che negli anni 70 aveva un azienda di 300 addetti) sapeva bene come fare il suo interesse.
Poi dagli anni 80 si è iniziato ( e qui il mondo accademico non è immune di colpe) a dire in modo ossessivo e parossistico in tutte le salse mediatiche che il problema dell'Italia era l'alto costo del lavoro, quindi la soluzione era di abbassarlo, ma costo del lavoro e produttività sono intimamente connesse, se si abbassa il primo si abbassa anche il secondo. Es negli anni 80 abbiamo avuto molte ristrutturazioni dei grandi complessi industriali. Quale strada si è scelta? Quella dei prepensionamenti, si lasciavano a casa le persone più anziane, le più costose per l'azienda, ma anche quelle con maggior esperienza e quindi con maggior professionalità e produttività. (Parte del costo di tale scelta ricadeva sulla comunità)

Poi negli anni novanta è stata coniata la nuova parola magica LA FLESSIBILITA', anche per questa crociata si è assoldato il mondo accademico , che con dotte spiegazioni nei Talk Show decantava la magnificenza di un mondo precarizzato. Questo processo secondo me ha raggiunto le massime vette d''irrazionalità e d'ipocrisia con quel docente che nelle trasmissioni televisive lodava i magici effetti della flessibilità ( precarizzazione) e contemporaneamente, in un suo studio affermava che uno dei motivi del declino della produttività italiana coincideva con l'inizio della flessibilità.
Ora non ci vuole un luminare per capire che se io mantengo un ragazzo precario per 10/15 anni altro non sto facendo che distruggergli le sue future capacità professionali, inibisco il suo processo di crescita, non solo lavorativa, ma gli impedisco la sua crescita umana, la possibilità di farsi una vita, di sposarsi, di fare dei figli di contribuire alla perpetuazione della specie.
Concludo perchè altrimenti vado troppo oltre, ma coloro che si preoccupano di efficientare il sistema produttivo italiano, probabilmente non hanno mai visto una fabbrica e se ci andassero a lavorare non resisterebbero in certi siti produttivi nemmeno un giorno.
Le Fabbriche sono si luoghi produttivi e di crescita professionale, ma alcune di loro sono anche luoghi di MORTE E DI MUTILAZIONI FISICHE E MORALI.



     
Sì, le fabbriche non le hanno mai viste; questi studiosi, preferibilmente "bocconiani", (poi divenuti iconici della "nuova sinistra"), sono esperti di finanza. E nella finanza realizzano gli incarichi più prestigiosi e remunerativi, a scorrene i curricula. E chi non ha ancora queste "opportune" connessioni aspira con tutto se stesso ad averle.
        
         C'è però anche da dire che gli imprenditori (che non sanno far di conto), non si sono premuniti, nel loro bagaglio culturale, di connettersi al sistema immunitario costituzionale, abboccando alla vulgata che fosse a loro avverso perchè "comunista". La lettura delle norme costituzionali ci dice esattamente il contrario (ti rinvio alla risposta fornita a Roby Bury).
        
         A tutt'oggi, peraltro, continuano a non leggere e a non capire quelle stesse norme, che pure sono il loro estremo baluardo di difesa (ormai disperata).



                  








fonte: Orizzonte48