mercoledì 25 febbraio 2015

Orizzonte48: COME FUNZIONA IL DEMANSIONAMENTO DEFLATTIVO


ANTICIPAZIONI DEL DEMANSIONAMENTO ...IN ATTESA DEGLI EFF€TTI DEL JOBS ACT!!




Domande e risposte dal blog:

Orizzonte48: COME FUNZIONA IL DEMANSIONAMENTO DEFLATTIVO (sullo...: PREMESSA- Come di consueto, "a futura memoria", e per vostra, (e anche mia), maggior comodità di "ritrovamento" in...


   in effetti di anticipazioni ne abbiamo infinite...
        
         Sto monitorando con un amico che lavora in Auchan il demansionamento in atto già da qualche mese, con i dati che mi porta, abbiamo calcolato che mediamente lo stipendio è calato di ben 200 € AL MESE ,(chi stava alla cassa ora taglia il prosciutto), ora non tutti hanno avuto questo trattamento, anche se mi conferma che i quadri in "uscita" non vengono più rimpiazzati, all'amico in questione NON hanno ridotto il salario ma, gli hanno affibbiato una mansione con più responsabilità (senza contare che gli hanno spostato l'orario diurno di lavoro dalle 3 di notte alle 9 del mattino, per 3 GIORNI alla settimana), quindi demansionamento al contrario.
        
         Nella saletta dipendenti del'Iper in questione c'è un avviso in bella evidenza che invita tutti i dipendenti: "dare la MASSIMA disponibilità ai Capi Reparto per EVITARE IL PEGGIORAMENTO DELLA SITUAZIONE a causa delle EVIDENTI DIFFICOLTÀ' DI BILANCIO, in attesa dell'incontro sindacale con l'azienda (se se aspetta e spera!)
        
         Giusto per fare eco anche su questo blog (il migliore per capire...) mi ha confidato che AUCHAN sta VENDENDO prodotti alimentari scaduti cambiando L'ETICHETTA DELLA SCADENZA (roba da denunzia ...ma nessuno si muove).
        
        
         Continuando le mie "indagini", essendo per il mio "STATO" di (ex)imprenditore in CONCORDATO preventivo (già omologato), sono in contatto con COMMISSARIO GIUDIZIALE, LIQUIDATORE GIUDIZIALE, NOTAI e PROFESSIONISTI vari, questi confermano quanto sta succedendo, (parole loro "stanno distruggendo il paese" anche se loro ci guadagnano), anche se secondo me non sono ben coscienti (o disposti a capire ) del "v€ro" problema, in ogni caso si difendono demansionando e licenziando i propri dipendenti
         ... ieri una segretaria, di mia conoscenza, di un notaio (tra i più "grossi" nella mia zona) mi ha confidato che il 60% delle impiegate è stata licenziata e che i rimanenti lavoratori sono impiegati solo per 5 ore giornaliere...
        
         Il "quadro" della situazione, mi appare molto più grave di quanto la gggente percepisca veramente perché, a parte esser "qui", confrontandomi con Commissario e Liquidatore (sono riuscito fortunatamente a farmi, capire e "voler bene"), mi raccontano di situazioni ormai "IMBARAZZANTI" perché si rendono conto che anche imprenditori "meritevoli" di omologazione non hanno possibilità di "salvarsi" e quindi inesorabilmente fallire, perché sebbene il valore dei cespiti, automezzi, e rimanenze finali riescano a sostenere i piani di rientro atti all'omologa concordataria, NON CI SONO POSSIBILITÀ di VENDERE tali beni perché non c'è più NESSUNO che li compra.
        
        
         A questo punto giusto per "rincarare" la "dose" della gravità di questi fatti è doveroso far sapere la la zona "DOC" di tanta "amarezza"... BERGAMO il (fu) fiore all'occhiello dell'economia Lombarda
        
         Scusa ma mi sento meggiogiornificato e anche un po' "incazzato"... GRAZIE al + €uropa!!
        
         ...strano ma, adesso che "so di essere un pig" mi interessa quanto sostiene Salvini in patria e Marie "all'estero".
        
         A questo punto la traduzione "giusta" dovrebbe essere: PIGS = NAZIONALISTI.
        
         grazie ;-)
    
                  Quarantotto25 febbraio 2015 12:24

          Bravo...
                  Il demansionamento, come si arguisce dai fatti (credo imponentemente diffusi) che evidenzi, si fa sul "posto" (l'ex quadro sostituito dal dipendente di livello inferiore il cui trattamento rimane inalterato) anzichè sul singolo dipendente.
                  Per quest'ultimo, i modi di "deflazionarlo" sono molteplici:
                  a) riduzione di orario (part-time "obbligatorio") e/o assorbimenti di trattamenti straordinari nell'orario ex ordinario, mediante "ordini di servizio" (a cui non c'è modo di opporsi se non si vuole essere licenziati tout-court);
                  b) aumento di prestazioni orarie e del loro livello, a parità di trattamento-inquadramento (l'altro versante della medaglia del "quadro" che non viene sostituito una volta eliminato);
                  c) disdetta generalizzata di contrallo collettivo (o non rinnovo a oltranza), sotto la minaccia di un ormai inoppugnabile e irreversibile licenziamento collettivo;
                  d) per le imprese maggiori, che ne hanno i requisiti, accesso aziendale, - complessivo o per unità produttive spesso corrispondenti a società "controllate" create ad arte-, ai vari ammortizzatori sociali (CIGS, in scadenza di rifinanziamento, contratti di soldiarietà, altamente deflattivi dei trattamenti). Questi ammortizzatori spostano (in larga parte) sulla spesa pubblica, e sulla corrispondente tassazione a carico di tutti, il costo transitorio dei minori livelli retributivi, cioè in attesa di trasformare la situazione in chiusure-delocalizzazione-disoccupazione "ufficiale", ovvero in reinquadramenti dell'intero personale aziendale.
                 
                  Certo che poi, per chi si fosse trovato, e si trova, a fare l'imprenditore sulla domanda interna, il crollo deflattivo generale, rende la situazione più che disperata: esiziale direi.
                  Gli assets patrimoniali che avrebbero "garantito" i creditori non possono che perdere di valore, fino a deprezzamenti che non hanno certo finito di manifestarsi nella loro "geometrica potenza".
                 
                  Tutto questo significa DEINDUSTRIALIZZAZIONE e corrispondente destrutturazione irreversibile della democrazia costituzionale (rinvio al post su Rodrik e Chang).
                 
                  E rammento che il sistema delle PMI sorge e prospera sull'ancoraggio al territorio del modello della GRANDE INDUSTRIA PUBBLICA, in violento corso di DISMISSIONE (cioè la deindustrializzazione più intensa e più €uropea che si manifesta col vincolo esterno da oltre 20 anni).
                  L'indotto, diretto o indiretto, della grande impresa pubblica sul territorio, CORRISPONDE AL MODELLO COSTITUZIONALE. Cioè al legame tra artt.41, 45 e 47 Cost.
                 
                  SPERO VIVAMENTE CHE SALVINI, NELLA SUA "LUNGA MARCIA" POSSA COMPRENDERE QUESTO ASPETTO FONDAMENTALE.
                  Se ne gioverebbe l'Italia tutta, senza esclusioni...



                  Rispondi
         



         Roby Bury25 febbraio 2015 10:02
...in tutta sincerità: il Legislatore con il Concordato mi ha "aiutato" (ma mi è anche costato) a tirarmi fuori dal "fango" ma, l'intento perseguito dallo "stesso" è quello di spingere a rimettersi "in carreggiata"... IO PERÓ L'IMPRENDITORE NON VOGLIO PIÚ FARLO. :(
        
         (*stiamo distruggendo (senza volontà di farlo) il paese!!)
        

                  L'anagramma di RITMO in bocca a Renzi fa PAURA.


Ciao Quarantotto, vorrei fare alcune semplici riflessioni sulla produttività, sul lavoro e sul rapporto Lavoro/capitale. Questi miei pensieri di sicuro poco orginali non provengono da particolari studi, ma solo da una piccola esperienza personale.
Proviamo a immaginare quello che diceva un piccolo imprenditore/artigiano negli anni 70/80 e di cosa si lamentava." Io assumo un giovane uscito dalle professionali, lo formo, gli insegno un lavoro, perdo il mio tempo e quando questo è produttivo ( mi fa guadagnare) se ne va in una azienda più grande, la quale trarrà beneficio ( economico) di quello che gli ho insegnato io."
Da questo banale pensiero possiamo estrarre alcune considerazioni economiche.

1) il piccolo imprenditore non si lamentava del costo del lavoro
2) Era consapevole che la produttività di un agente lavorativo aumentava con il tempo e quindi se lo stabilizzava (lavoro a tempo indeterminato)
3) che il suo guadagno lo realizzava, non comprimendo il costo del lavoro, ma dalla produttività del lavoratore, la quale aumentava con l'esperienza, ed aveva un valore sia materiale, ma anche immateriale, veniva trasmessa agli altri lavoratori meno esperti.
4) Il lavoratore preferiva l'Azienda grande rispetto alla piccola unità, perchè meglio retribuito, più tutelato e meno stressato.

Scusa se viene fuori il mio lato popolano, "ma l'imprenditore che non sa far di conto, perchè se sapesse far di conto non farebbe l'imprenditore" ( definizione data da un imprenditore che negli anni 70 aveva un azienda di 300 addetti) sapeva bene come fare il suo interesse.
Poi dagli anni 80 si è iniziato ( e qui il mondo accademico non è immune di colpe) a dire in modo ossessivo e parossistico in tutte le salse mediatiche che il problema dell'Italia era l'alto costo del lavoro, quindi la soluzione era di abbassarlo, ma costo del lavoro e produttività sono intimamente connesse, se si abbassa il primo si abbassa anche il secondo. Es negli anni 80 abbiamo avuto molte ristrutturazioni dei grandi complessi industriali. Quale strada si è scelta? Quella dei prepensionamenti, si lasciavano a casa le persone più anziane, le più costose per l'azienda, ma anche quelle con maggior esperienza e quindi con maggior professionalità e produttività. (Parte del costo di tale scelta ricadeva sulla comunità)

Poi negli anni novanta è stata coniata la nuova parola magica LA FLESSIBILITA', anche per questa crociata si è assoldato il mondo accademico , che con dotte spiegazioni nei Talk Show decantava la magnificenza di un mondo precarizzato. Questo processo secondo me ha raggiunto le massime vette d''irrazionalità e d'ipocrisia con quel docente che nelle trasmissioni televisive lodava i magici effetti della flessibilità ( precarizzazione) e contemporaneamente, in un suo studio affermava che uno dei motivi del declino della produttività italiana coincideva con l'inizio della flessibilità.
Ora non ci vuole un luminare per capire che se io mantengo un ragazzo precario per 10/15 anni altro non sto facendo che distruggergli le sue future capacità professionali, inibisco il suo processo di crescita, non solo lavorativa, ma gli impedisco la sua crescita umana, la possibilità di farsi una vita, di sposarsi, di fare dei figli di contribuire alla perpetuazione della specie.
Concludo perchè altrimenti vado troppo oltre, ma coloro che si preoccupano di efficientare il sistema produttivo italiano, probabilmente non hanno mai visto una fabbrica e se ci andassero a lavorare non resisterebbero in certi siti produttivi nemmeno un giorno.
Le Fabbriche sono si luoghi produttivi e di crescita professionale, ma alcune di loro sono anche luoghi di MORTE E DI MUTILAZIONI FISICHE E MORALI.



     
Sì, le fabbriche non le hanno mai viste; questi studiosi, preferibilmente "bocconiani", (poi divenuti iconici della "nuova sinistra"), sono esperti di finanza. E nella finanza realizzano gli incarichi più prestigiosi e remunerativi, a scorrene i curricula. E chi non ha ancora queste "opportune" connessioni aspira con tutto se stesso ad averle.
        
         C'è però anche da dire che gli imprenditori (che non sanno far di conto), non si sono premuniti, nel loro bagaglio culturale, di connettersi al sistema immunitario costituzionale, abboccando alla vulgata che fosse a loro avverso perchè "comunista". La lettura delle norme costituzionali ci dice esattamente il contrario (ti rinvio alla risposta fornita a Roby Bury).
        
         A tutt'oggi, peraltro, continuano a non leggere e a non capire quelle stesse norme, che pure sono il loro estremo baluardo di difesa (ormai disperata).



                  







fonte: Orizzonte48



martedì 24 febbraio 2015

Il Budapest Memorandum è "morto



BUDAPEST MEMORANDUM


trad google 
UCRAINA Dimenticato garanzia di sicurezza dell'Ucraina: Il Budapest Memorandum Venti anni fa, l'Ucraina ha le sue armi nucleari in cambio di garanzie di sicurezza della Russia e l'Occidente. Oggi Kiev si sente tradita - e non solo da parte di Mosca.   


Fino a poco tempo, l'esistenza di un vecchio di decenni garanzia di sicurezza L'Ucraina era conosciuto solo da esperti di sicurezza e alcuni politici. Ma da quando l'annessione russa di Crimea, l'Ucraina è oggi, più che mai di ricordare che i cosiddetti Budapest Memorandum. Il documento è stato firmato il 5 dicembre 1994 in occasione del vertice dell'Organizzazione per la Sicurezza e la Cooperazione in Europa (OSCE). In esso, l'Ucraina, una potenza nucleare in quel momento, volontariamente ha dato le sue armi nucleari in cambio di garanzie di sicurezza. Gli Stati Uniti, Gran Bretagna e Russia accolto la decisione del regime di Kiev di aderire al patto di non-proliferazione e impegnati, tra l'altro, per rispettare l'indipendenza e "confini esistenti" dell'Ucraina.
L'Unione Sovietica, Bielorussia e Kazakhstan hanno firmato protocolli analoghi nello stesso giorno.


L'ex presidente ucraino Kravchuk dice che il suo paese non aveva il controllo sulle armi nucleari sul suo territorio Venti anni fa, il Budapest Memorandum ha segnato la fine di molti anni di negoziati tra gli stati successori dell'Unione Sovietica e principali potenze nucleari occidentali. L'Ucraina ha avuto un posto speciale nei colloqui. Dopo il crollo dell'Unione Sovietica nel 1991, il paese europeo orientale ereditato 176 strategico e più di 2.500 missili nucleari tattici. Ucraina a quel punto ha avuto il terzo più grande arsenale di armi nucleari nel mondo, dopo gli Stati Uniti e la Russia. Ma Leonid Kravchuk, allora il presidente dell'Ucraina, ha detto che era DW solo formalmente il caso. De facto, Kiev era impotente. "Tutti i sistemi di controllo sono stati in Russia. La cosiddetta valigia nera con il pulsante di avvio, che era con il presidente russo Boris Eltsin." 


Pressione occidentale L'Ucraina avrebbe mantenuto le armi nucleari, ma il prezzo sarebbe stato enorme, dice Kravchuk. Anche se i razzi vettore sono stati prodotti nella città ucraina di Dnipropetrovsk sud, le testate nucleari non lo erano. Sarebbe stato troppo costoso per l'Ucraina per la produzione e mantenere da sola. "E ci sarebbe costato 65 miliardi dollari (53 miliardi di euro), e le casse dello stato erano vuote", ha detto Kravchuk. Inoltre, l'Occidente minacciato Ucraina con l'isolamento dal momento che i missili sono stati presumibilmente destinate a Stati Uniti. Pertanto, "l'unica possibile decisione" è stato quello di dare le armi, secondo Kravchuk. I missili ucraini erano o trasportati in Russia o distrutti. In compenso, il regime a Kiev hanno ricevuto assistenza finanziaria da parte degli Stati Uniti, forniture di energia a basso costo dalla Russia, e garanzie di sicurezza che sono stati sanciti nel memorandum di Budapest. Dopo il crollo dell'Unione Sovietica, l'Ucraina ha ereditato migliaia di missili nucleari Certo, queste garanzie erano solo una formalità, dal momento che non esistono meccanismi sanzionatori era stato stabilito a tempo. "Da nessuna parte c'è scritto che se un paese viola questo memorandum, e che gli altri attaccano militarmente , ha detto Gerhard Simon, esperto di Europa orientale presso l'Università di Colonia. Giornalista tedesco ed esperto Ucraina Winfried Schneider-Deters concorda, dicendo DW, "L'accordo non vale la carta su cui è stato scritto." La Russia respinge le accuse recentemente, nel mese di agosto, tuttavia, Kiev stavs ancora chiedendo negoziati con gli Stati firmatari in base all'accordo - senza successo. Il portavoce del ministero degli Esteri ucraino ha detto che la risposta della Russia è che non vi era alcun motivo per i negoziati. Mosca, già un paio di settimane dopo l'annessione Crimea nel mese di marzo, aveva respinto tutte le accuse di Kiev. 


L '"uscita di Crimea dall'Ucraina" è il risultato di "processi internazionali complessi," i funzionari russi hanno detto. Secondo Mosca, questo non è correlata agli obblighi della Russia nel quadro del Memorandum di Budapest. Gli Stati Uniti negano inoltre che non ha adempiuto ai suoi obblighi. "Il Budapest Memorandum non era un accordo sulle garanzie di sicurezza", ha detto l'ambasciatore americano Geoffrey Pyatt a Kiev nel mese di maggio. E 'stato un accordo per rispettare l'integrità della sovranità e territoriale dell'Ucraina. Sia la sovranità dell'Ucraina e l'integrità territoriale sono stati violati. Il Budapest Memorandum, in altre parole, è stato rispettato né dai  i russi né l'Occidente, nel caso di Crimea.  


Attuale presidente ucraino Petro Poroshenko spera ancora per una nuova agreemnt sicurezza Kiev vuole un nuovo accordo L'Ucraina sta tenendo fermo, tuttavia, al Memorandum di Budapest. Presidente Petro Poroshenko ha sottolineato tanto alla fine di novembre in un'intervista alal  emittente pubblica tedesco ARD, e precedenti, aveva anche detto che il suo paese è sta lottando per un accordo successivo. Gli esperti rimangono scettici. "Un accordo ha senso solo se la Russia sarebbe coinvolto e pronto a garantire la sicurezza Ucraina", ha detto Simon. Pensa che è improbabile. "Nel caso in cui l'Occidente firmi un tale accordo, sarebbe una piccola adesione alla NATO, anche se non formalmente,", ha detto Simon. Egli teme che né gli Stati Uniti, la Gran Bretagna o qualsiasi altro paese sarebbero pronti per questo. 
Il Budapest Memorandum è "morto". Né è un nuovo accordo in vista. Ucraina, poi, viene lasciato da sola
Schneider-Deters ritiene che l'Ucraina non dovrebbe mirare ad un accordo successivo. Invece, si dovrebbe sviluppare la propria difesa. 

"Credo che gli ucraini possono costruire una capacità di deterrenza
ha detto Schneider-Deters. Che è meglio delle "garanzie di sicurezza che non sono soddisfatte, in realtà."
Data 2014/05/12 
Autore Roman Goncharenko


domenica 22 febbraio 2015

Obama vs Putin

 UKRAIN€


DI MIKE WHITNEY





counterpunch.org



"La cittá non esiste piú. È stata tutta distrutta"
— Soldato ucraino anonimo, a seguito della battaglia di Debaltsevo.

In meno di un anno, gli USA hanno spodestato il democraticamente eletto governo ucraino, hanno insediato i loro lacché a Kiev, lanciato una costosissima e sanguinosissima guerra di annientamento contro le popolazioni russofone dell'est, fatto sprofondare l'economia nel baratro, e ridotto l'intera nazione ad un stato fallito e nel caos, destinato a portarsi sulle spalle  una violenta guerra civile per tutto il futuro prossimo prevedibile.


La scorsa settimana, Washington ha subito la sua più grande sconfitta militare da più di 10 anni, quando l'esercito ucraino da essa supportato è stato messo in fuga nel centro di trasporto ferroviario di Debaltsevo. All'incirca 8000 soldati ucraini regolari con un non specificato numero di carri armati e altre unità corazzate sono stati circondati in quella é divenuta nome come "la sacca". L'esercito della repubblica popolare di Donetsk (DPR), alla guida del comandante  Alexander Zakharchenko, ha accerchiato l'esercito invasore e ha progressivamente stretto il cordone, uccidendo e catturando la maggior parte dei soldati nella sacca. Le Forze armate ucraine hanno subito perdite che oscillano fra i 3000 e i 3500 uomini, oltre a ingenti quantità di materiale bellico abbandonato nella fuga.



Secondo Zakharchenko, "la quantità di attrezzatura militare che le unità ucraine hanno perso qui è al di là di ogni descrizione".


Oltre a ciò, l'esercito fantoccio degli USA ha visto molte delle sue unità di elite annientate nei combattimenti, privando Kiev della possibilità di continuare la guerra senza l'assistenza degli alleati in Europa e negli Stati Uniti. La portata della sconfitta non sarà pienamente nota fino a quando i  soldati in fuga dal fronte porteranno la loro rabbia nelle strade della Capitale e richiederanno le dimissioni di  Petro Poroshenko. 


Il presidente ucraino é responsabile del massacro di Debaltsevo. Era del tutto consapevole del rischio di accerchiamento che correva il suo esercito e ha nonostante ciò ordinato loro di tenere la loro posizione per soddisfare gli elementi di estrema destra del suo governo. Il disastro é ancora più terribile a causa del fatto che era del tutto evitabile e non aveva nessuna motivazione strategica. L'alterigia estrema ha spesso conseguenze sui risultati di una battaglia. Questo é stato il caso di Debaltsevo.


La debacle garantisce che i giorni dell'incompetente presidente sono contati. È quasi certo che verrà rimpiazzato oppure eliminato nelle prossime settimane. Ha già messo al sicuro la sua famiglia all'estero e vi é una crescente congettura che sia Washington che i nazionalisti di estrema destra che dirigono i Servizi di Sicurezza insisteranno affinché egli sia rimosso. Ciò prepara la strada per un nuovo colpo di stato ucraino in meno di un anno, un amaro segno dei tragici fallimenti della politica USA in Ucraina. Date uno sguardo a queste righe prese da un post di  "Vineyard of the Saker" :


"Pare proprio che gli squadroni della morte nazisti siano di nuovo in marcia, e che questa volta il loro sguardo sia diretto proprio verso Kiev. I capi di tredici squadroni della morte (anche noti come "battaglioni di volontari") hanno oramai dichiarato che stanno formando i loro propri comandi militari sotto la supervisione del noto Semen Semenchenko. Ufficialmente, non sono in alcun modo oppositore del regime attuale, così ha detto Semenchenko. Ma in verità i loro ranghi hanno le idee ben chiare sul da farsi: organizzare una terza Maidan e sbarazzarsi di Poroshenko. 



Ciò che rende questa versione del 21° secolo delle SA così pericolosa per Poroshenko é che egli, a differenza di Hitler, non ha la versione del 21esimo secolo delle SS per eliminarli nel giro di una notte. In realtà, secondo molte fonti, tutta la parte meridionale dell’Ucraina in brandelli é ora "terra di Kolomoiski", pienamente sotto il controllo dell'oligarca che finanza questi squadroni della morte. Bisogna poi aggiungere a ciò il fatto che la maggioranza della Rada é ora composta dagli stessi comandanti di battaglione e nazistoidi vari per capire perché Poroshenko sia in posizione di grande pericolo...


La triste realtà é che non vi é praticamente nessuno in Ucraina capace di disarmare questi cosiddetti "battaglioni di volontari". Oramai vi sono migliaia di fanatici nazisti in uniforme che vanno in giro armati e che impongono a tutti la loro legge della giungla.  Di sicuro sembra che il futuro del Banderastan sarà un miscuglio di Somalia e Mad Max - uno stato fallito, una economia completamente devastata, ordine sociale collassato e la legge di squadracce di teppisti armati." (The Vineyard of the Saker)

Se Poroshenko é condannato ad essere il capro espiatorio del disastro di Debaltsevo, é solo perché egli ha seguito gli spericolati consigli dei suoi finanziatori che siedono a Washington.  Se avesse ascoltato i suoi consulenti militari, avrebbe probabilmente ritirato prima le sue truppe e avrebbe risparmiato a se stesso una uscita di scena alla Gheddafi. Ora tutto ciò é forse troppo tardi.

La disperazione di Poroshenko ha portato ad un appello agli alleati occidentali e alle Nazioni Unite per l'invio di una missione di pace in Ucraina. La richiesta é una ammissione della sconfitta e non ha nessuna possibilità di essere implementata, principalmente perché viola i termini dei recenti accordi di pace (Minsk 2.0), ma anche perché i membri votanti del Consiglio di Sicurezza (Russia e Cina) sicuramente presenteranno il loro veto alla proposta.

Chiaramente, Poroshenko, che é sempre più sotto attacco e vituperato, si sta arrampicando sugli specchi per evitare la stessa fine violenta che lui ha senza scrupoli inflitto a molti dei suoi concittadini. Qui vi é un breve riassunto degli eventi recenti dal World Socialist Web Site:

"Il disastro dubito dal regime di Kiev mette allo scoperto il carattere spericolato e assolutamente non lungimirante della politica seguita da Washington e i suoi alleati europei in Ucraina...
I tentativi iniziali del regime di Kiev e dei suoi sostenitori della CIA di sottomettere l'Ucraina orientale tramite puro terrore militare, facendo affidamento su milizie fasciste e unità scelte dell'esercito ucraino considerate affidabili, sono falliti...

Tuttavia, Washington sta facendo pressione su Kiev per preparare una nuova offensiva e sta ancora discutendo di armare l'esercito ucraino di armi USA per combattere la Russia.
In Ucraina occidentale, la popolazione sta evadendo o resistendo la leva militare, che continua chiedere carne di cannone per la guerra in ucraina orientale. Al momento, l'economia ucraina, tagliata dalla sua base industriale principale in Ucraina orientale e dal mercato di esportazione russo, sta crollando.

"La nazione é in una guerra che non si può permettere di combattere. Non vi é più una economia....", Gerald Celente del  Trends Journal ha detto a Russia Today. "Quella perdita di 160 miliardi di dollari di commercio con la Russia ha distrutto l’ economia, che si trovava già in un profondo stato di recessione. È passata da uno stato pessimo ad uno peggiore di una economia in depressione."

("Il regime di Kiev spalleggiato dagli USA rischia un disastro militare nella guerra in ucraina orientale", Alex Lantier, World Socialist Web Site  US-backed Kiev regime faces military debacle in east Ukraine war“


Washington ha largamente vinto la guerra dell' informazione, avendo persuaso il congresso e il popolo americano che la politica USA in Ucraina é giusta. Ma sul terreno, che é ciò che conta, Washington ha incespicato in un fallimento dietro l'altro. Questo processo continuerà senza dubbio e i suoi costi sono troppo esorbitanti da sopportare.

Mike Whitney

Fonte: www.counterpunch.org

Link: http://www.counterpunch.org/2015/02/20/the-exceptional-u-s-suffers-crushing-defeat-in-debaltsevo/

20/22.02.2015



Traduzione per www.comedonchisciotte.org a cura di THERSITES 


Mercato immobiliare UEM


NO COMMENT!


MERCATO IMMOBILIARE AREA UEM 

indovinate chi va "bene" per ORA?